“La mia esperienza con San Giuseppe”

    “La mia esperienza con San Giuseppe”

    Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli «il figlio di Giuseppe».

    Con queste parole il Santo Padre, Papa Francesco ha iniziato la sua Carta Apostolica   “Patris Corde” nell’ anno dedicato a San Giuseppe. 

    Possiamo davvero dire che San Giuseppe è realmente questo Padre che ci protegge e accompagna così come ha fatto con Gesù. 

    Sappiamo poche cose sulla figura di San Giuseppe, ma quello che sappiamo già è sufficiente per fare questa esperienza con il suo amore paterno.

    Prima che entrassi in convento, non mi sono mai approfondita più di tanto sulla sua figura, sapevo che si festeggia la sua festa il 19 marzo, che per noi in Italia  coincide anche con la festa del papà. E il maggio si ricorda San Giuseppe lavoratore, ma per me questa era solo una data legata alla festa del lavoro.

    Da quando sono entrata in convento, e soprattutto qui al Carmelo, abbiamo una devozione molto forte a San Giuseppe, infatti Egli non è per noi solo il Padre adottivo di Gesù, ma per noi carmelitani è anche Padre e Protettore dell’ Ordine. 

    Santa Teresa di Gesù, diceva infatti “Non ho mai chiesto qualcosa a San Giuseppe senza essere subito esaudita”. 

    Siccome ho sempre avuto un grande amore per mio padre, non mi è stato difficile amare San Giuseppe considerandolo infatti, padre amoroso che si prende cura di me in ogni circostanza. 

    Innumere sono le testimonianze su come lui si fa presente nella mia vita, ma una che mi piace ricordare sempre e che può sembrare banale ma in fondo non lo è, è un’ esperienza vissuta con lui varie volte durante la mia permanenza nella nostra Comunità di Roma. 

    Durante tutto il periodo che ho vissuto a Roma, chi conosce la “Città Eterna” sa bene che è molto difficile incontrare un parcheggio per le macchine. Ogni volta che io e le mie sorelle, uscivamo di casa nel togliere la macchina dal parcheggio facevamo la seguente preghiera “San Giuseppe per favore lascia il tuo asinello qui in modo che al nostro ritorno troviamo presto un parcheggio!”. Quando già eravamo nelle vicinanze di casa io sempre iniziavo a cantarellare un ritornello a San Giuseppe, a volte anche inventandolo al momento,  ricordandomi che quando ero piccola con mio padre sempre insistevo quando volevo qualcosa, dopo aver cantato iniziavo il rosario a San Giuseppe “San Giuseppe nelle tue tribolazioni, l’ Angelo non ti ha soccorso, ti prego soccorrimi!… e cosi continuavo fino a trovare un parcheggio dicendo “San Giuseppe soccorrimi!”. E miei cari fratelli e sorelle, per incredibile che possa sembrare sempre trovavamo un parcheggio per la macchina e molte volte proprio davanti casa! 

    Ditemi voi se non è questo un segno dell’ amore del padre?! 

    San Giuseppe, come diceva un altro grande Santo  San Josè Maria Escrivà, ci fa sentire parte della Famiglia di Dio a tutti gli effetti! Tante sono le testimonianze dei Santi con lui, sono sicura che anche tu già hai fatto l’ esperienza della sua vicinanza e se non l’ hai fatta ti invito ad approfittare questo anno tutto dedicato a Lui per chiedere la sua intercessione nella tua vita. 

    Lui  vuole prendersi cura di te, delle tue necessità, della tua famiglia, del tuo lavoro. 

    Egli è il Padre della Provvidenza, appartiene alla classe operaia e ha sperimentato, come molte volte anche tu esperimenti il peso della povertà. 

    Viviamo un tempo difficile nella nostra storia e credo che non sia un caso che quest’ anno 2021   il Papa Francesco lo abbia dedicato a Lui. 

    Approfittiamo questa grazia e opportunità che la Santa Madre Chiesa ci dà per conoscerlo meglio, sono sicura che una volta che lo invocherai Lui che è padre amoroso e attento alle necessità dei figli ti soccorrerà.

    San Giuseppe, prega per noi!

    Suor. Emanuela Prisco – CMSS

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