“Il coraggio di un atto rivoluzionario”

    “Il coraggio di un atto rivoluzionario”

    Category Benedetto XVI, PAPA

    “Il coraggio di un atto rivoluzionario”
    Di Alessandro Di Bussolo

    Nel lungo addio di Benedetto XVI al pontificato, dall’11 al 28 febbraio di un anno fa, il segretario personale, l’arcivescovo Georg Gänswein, è stato una presenza discreta e affettuosa, come testimoniano queste immagini della partenza del Papa dal Vaticano. Il 57enne monsignor Georg, oggi anche prefetto della Casa pontificia di Papa Francesco, indica a Benedetto XVI alcuni fedeli che chiedono un suo ultimo saluto e poi lo accompagna commosso sull’elicottero che lo porterà a Castel Gandolfo. Ecco un suo ricordo di quei giorni e la sua analisi sugli effetti della storica decisione del Papa.

    arciv. Georg Gänswein –  segretario personale di Benedetto XVI
    L’undici febbraio dell’anno scorso era una giornata molto particolare. I sentimenti, dopo l’annuncio della rinuncia di Papa Benedetto erano tristezza ma anche gratitudine. E’ chiaro che prendere congedo è sempre una cosa triste, una cosa che fa male, che è dolorosa.(…)
    Io l’ho saputo un po’ prima, e certamente, quando il Papa me l’ha detto, me l’ha detto con l’ordine di non dirlo a nessuno, e io non ho detto niente… lo sapevo, però, nel momento in cui l’ha detto, mi ha scosso.
    L’ultimo giorno del pontificato per me era un giorno di un dolore abbastanza forte.

    Come leggere oggi la grande novità di quel gesto? E’ stato l’umile passo indietro di chi non si sentiva più in grado di essere uno strumento nelle mani del Signore?

    E’ un atto di amore verso il Signore, verso la Chiesa, verso i fedeli, di rinunciare per aprire la possibilità ad una persona che ha più forza, che può continuare il suo operato. E’ chiaro, questo, letto dopo un anno, è stato un atto di grande coraggio, un atto anche rivoluzionario, che ha aperto delle possibilità che nessuno poteva vedere in quel momento.

    Lei ha già detto che è stato il gesto di Papa Benedetto a favorire anche il grande impatto emotivo di Papa Francesco tra i fedeli…

    Credo fortemente in questo, è un aspetto che non si deve sottovalutare. Noi stiamo tutti vedendo che l’impatto di Papa Francesco sul mondo, non soltanto sui fedeli nella Chiesa, ma sul mondo, è un impatto enorme, e questo impatto è stato anche favorito da parte di Papa Benedetto nella rinuncia. Ha aperto una possibilità che finora non c’era, e si vede che Papa Francesco ha preso in mano questa situazione e ci rallegriamo che oggi è così.

    Insomma, anche nella diversità di stile e personalità, c’è un filo robusto che unisce i due pontificati? La Chiesa spogliata dalla mondanità che vuole Papa Francesco è la stessa invocata da Benedetto XVI nel 2011 a Friburgo?

    Certamente. Qui si vede una continuità che finora non è stata valutata in modo giusto, secondo il mio vedere. E’ chiaro, i gesti di Papa Francesco sono molto diversi dai gesti di Papa Benedetto, perché sono due personaggi molto, molto diversi, riguardo al carattere. Ma l’interno, cioè il magistero, la sostanza, è in continuità e questa continuità è ciò che conta. E anche fra i due c’è un ottimo rapporto di stima, di apprezzamento e anche un intendersi bene.

    Come vive il suo ruolo inedito di “ponte” tra i due papi? Ci racconti qual è il loro rapporto… Per Papa Benedetto, essere il “nonno saggio” di Papa Francesco, è un modo per continuare a lavorare per il bene della Chiesa?

    Questo era un modo simpatico, quello che ha detto Papa Francesco, che vede Papa Benedetto come il “nonno saggio”, e questa  saggezza è una fonte di gioia, ma anche una fonte di forza, non solo per Papa Francesco, ma penso anche per altre persone.
    Come vivo questo essere ponte… vivo come una persona molto normale, faccio il mio lavoro, faccio ciò che devo fare, il mio dovere, e cerco di aiutare anche a creare questo contatto tra i due papi. E ci sono diversi contatti come sappiamo, e tutto il resto poi va da solo.

    Dal 2003 lei è accanto a Joseph Ratzinger come segretario personale. Cosa ha significato questo per lei e per la sua fede, e quali immagini, quali momenti sono impressi nel suo cuore?

    Per me è stato ed è una grande grazia, vivere accanto ad un uomo così grande come era il cardinal Ratzinger, e com’è il Papa Benedetto.
    Mi sono impresse diverse immagini del pontificato, innanzitutto i grandi eventi liturgici, e poi per me stesso è chiaro l’ordinazione episcopale, è stato il momento indimenticabile. Però poi ricordo tanti viaggi internazionali dove Papa Benedetto è stato accolto con grande gioia, con grande entusiasmo e questo ho visto come ha fatto bene a Papa Benedetto, ma anche io mi sono personalmente rallegrato.

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