Gv 10,3.4

    Gv 10,3.4

    Egli chiama le sue pecore ciascuna per nome… lo seguono perché conoscono la sua voce” Gv 10,3.4″.

    Voglio riflettere su due punti. Il primo: in Giovanni 10:3 sta scritto che il Buon Pastore “chiama le pecore ciascuna per nome”. Cosa significa? Chiamarle per nome significa considerarle uniche, è la capacità di Dio, che anche nella folla, vede ciascuno di noi, unico. È per questo che gli piace chiamarci personalmente, chiamarci “per nome” infatti è anche un modo di amarci come in Isaia 43, perché non siamo cose, né numeri. È per numero che “le persone” venivano chiamate nei campi di concentramento nazisti forse perché ci si dimenticasse chi erano o affinché perdessero la loro dignità. Nella chiesa, però, è per nome che ci chiamano: “che nome avete scelto per vostro figlio”? chiede il sacerdote ai genitori nel giorno del battesimo. Il nome porta anche una missione (come Pietro)… Che cosa significa il tuo nome? La Bibbia è chiara: ci dice  che gli apostoli di Gesù avevano un nome (Mt 10,2) o come Maria Maddalena, colei che riconobbe finalmente Gesù risorto (Gv 20,16). Dov’eri quando Gesù ti ha chiamato? Quanti anni avevi? Anche in mezzo a tanti giovani, a tante persone, o in mezzo a una chiesa piena, il Signore ti guardava in modo particolare, con amore pronunciava il tuo nome, e disse “tu sei unica  per me”, è per questa chiamata d’amore che sei arrivata fin qui e per essere fedele e perseverare devi continuamente sentire la sua voce che ti chiama per nome e dice: “tu sei unica per me”.

    Bene, se chiamarci per nome ci fa sentire “unici” per Lui. Nel Vangelo è scritto che le pecore seguono solo Lui e “non l’estraneo”, Significa che anche per loro, Lui è diventato unico. Questo è il secondo punto: la voce di Gesù è unica, singolare, significa che lo amano e si fidano di Lui in modo particolare, più di ogni altra cosa o persona; non seguono la voce “dell’estraneo” perché  non li ama come Gesù, e noi sappiamo chi è questo estraneo, detto anche ladro e brigante: è il Diavolo. Ma se allora le pecore non seguono la voce di un’ estraneo perché non sempre seguiamo la voce del Buon Pastore Gesù? Oggi esistono tecniche e persino programmi capaci di imitare la voce di qualcuno, in modo da poter ascoltare un audio, pensando che sia una persona ed invece è un’altra, ma questa non è altro che una “imitazione”, ed è esattamente quello che fa spesso l’imitatore di voci” per ingannarci, dice di essere la voce di Dio o la nostra, quando in verità non lo è, sa indurre in tentazione dire che il male è bene e che il bene è male, genera confusione. Coloro che hanno crocifisso Gesù non pensavano di fare il bene per la propria nazione (cfr. Gv 11:48)? I padri del deserto chiamano queste “voci” , “pensieri”, quindi dobbiamo costantemente chiedere allo Spirito Santo il dono del discernimento per non farci ingannare. 

    Chiediamo oggi che Maria Ausiliatrice interceda per noi e che lo “Spirito Santo” ci conceda il dono del discernimento, affinché non cadiamo nell’inganno di colui che è “estraneo” e “imitatore di voci”, ma siamo piuttosto pecorelle guidate verso i pascoli erbosi della fedeltà e della perseveranza attraverso la voce del Buon Pastore Gesù che chiama ciascuno per nome dicendo: “Tu sei unica per me” e che anche noi abbiamo il Signore come nostro unico vero amore, dicendo in ogni momento della nostra vita: “Sì Signore Gesù, mio grande e grandissimo amore, anche tu, sei unico per me”.

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