Gocce di Vita –  Quando comincia la vita spirituale?

    Gocce di Vita –  Quando comincia la vita spirituale?

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    Oggi, c’è è una forte necessità di spiritualità nella pratica religiosa. La pratica religiosa è necessaria, ma non sufficiente.

    La dimensione spirituale inizia a svilupparsi quando emerge e si realizza una nuova consapevolezza e un nuovo controllo di azioni proprie, o la realtà stessa in carica. Si tratta di un notevole passaggio, che arriva in un momento particolare nella storia dell’umanità, che nel singolo coincide con l’ultimo stadio di maturità della persona. È molto più difficile stabilire questo passaggio per l’umanità rispetto ai singoli individui. Se la storia umana è di circa 300 mila anni sulla terra, la dimensione spirituale è molto più recente. La pratica religiosa appartiene ora al livello psichico, ambiente in cui si è sviluppata la dimensione spirituale.

    Questo emerge quando l’uomo diventa consapevole di essere inserito in un processo più ampio, di essere parte della manifestazione di un “energia” profonda, di una realtà trascendente, assumendone il ruolo corrispondente, cioè quello di ospitante. Questo è vero per tutte le culture e le religioni. L’uomo spirituale dice: “Io non sto pensando, ma è il pensiero che mi fa esprimere; io non sono amare, ma è il bene che mi fa circolare nell’amore. Non sono io a volerlo? Ma è la forza vitale che mi fa circolare il desiderio e l’azione. “

    Esperienze mistiche di diverse religioni sono espressioni di una vita spirituale che raggiungono la maturità.

    Strutture industriali, di comunicazione e politiche, richiedono una nuova spiritualità. La prova per l’uomo di oggi è la gestione di queste strutture universali, in quanto ci sono uomini spirituali in grado di farlo. Siamo in ritardo per quanto riguarda il percorso di sviluppo umano della tecnologia e della scienza.

    Oggi, c’è è una forte necessità di spiritualità nella pratica religiosa. La pratica religiosa è necessaria, ma non sufficiente. Si richiede qualcosa di più grande: entrare in sintonia con la forza creativa che richiede un nuovo approccio.
    Siamo di fronte ad una presa di coscienza della storia umana, che richiede la novità mentale e spirituale.
    Umberto Galibert
    i sostiene che: “Oggi l’uomo è incapace di vivere la storica stazione, perché non è in grado di prevedere le conseguenze delle sue azioni. “È questa capacità che l’uomo di oggi ha meno, che non è più in grado di anticipare o addirittura immaginare gli effetti ultimi del loro processo. Questa inadeguatezza vostro rischio massimo, oltre che ad espandere la loro comprensione della capacità eccessiva che la circonda, la sua speranza flessibile “(libro: Psiche e Techne, Feltrinelli, Milano, 1999).

    Pertanto, egli sostiene la necessità di un supplemento psichico. Noi crediamo di essere tutti d’accordo su questo punto, affermando che forse il supporto psichico è di natura spirituale, per cui v’è un supplemento di spiritualità.

    Spiritualità, cioè, le posizioni corrispondenti ad emergere dalla dimensione spirituale dell’uomo, che oggi ha bisogno è una spiritualità della relazione. Vale a dire la spiritualità di passaggio dallessere, alla spiritualità del rapporto. Noi non siamo, ma diventiamo; siamo, ma il nostro essere è continuamente stimolato dalla relazione, perché prima di me ci sono altri, da cui io vengo. Questa è la dimensione spirituale della persona.

    Una parabola di Gesù, Vangelo di Luca, espressa in modo che la differenza tra l’uomo psichico e l’uomo spirituale, e tra i due la spiritualità corrispondente: il fariseo e del pubblicano che vanno al tempio per pregare (Lc 18,9-14). Il fariseo ringrazia Dio per la sua bontà che egli può vantare: osserva la legge, paga la decima, è fedele a sua moglie, esercita la giustizia. Però torna a casa non giustificato, cioè non nel giusto rapporto con Dio. La ragione risiede nel fatto che sia centrato in sé. Pensato per essere l’inizio di bene che che soddisfa una regola: pagare le tasse e fare digiuni.

    L’uomo spirituale contrario si rende conto che non è l’inizio della sua perfezione e la sua azione. Come Gesù rimprovera chi si fa chiamare “buon insegnante”. Gesù rimprovera dicendo “perchè mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno: Dio”(Lc 18,19).

    Il pubblicano a differenza assume un atteggiamento di ascolto e di accoglienza: “Abbi pietà di me peccatore”. Per questo motivo, “è tornato a casa sua giustificato” (Lc 18,14).

    San Paolo da parte sua, utilizza tre diversi modelli. Distingue il vecchio e il nuovo uomo; l’uomo esteriore e l’uomo interiore; l’uomo psichico e l’uomo spirituale. Le tre formule hanno diversi riferimenti culturali, ma in pratica possono coincidere. Oggi si preferisce usare la terza formula per indicare il percorso di maturazione umana.

    – Padre Anderson Marçal –

    Communità Canção Nova 

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