Teologia della Comunità Religiosa – parte 2

     

    << La costituzione dei “Dodici” >>

    “Il gruppo dei dodici” diventa una parabola vivente.

    2. La costituzione dei “Dodici”
    Gesù «salì sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni. Costituì dunque i Dodici», chiamati uno per uno (Mc 3,13-19).
    – rapporto tra ogni chiamato con Gesù,
    – rapporto tra l’intero gruppo e Gesù,
    – il rapporto tra gli stessi chiamati.
    – Una comunità di riconciliati.
    – Una comunità di oranti.
    – Una comunità eucaristica.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 3

    << La prima comunità di Gerusalemme >>

    La prima comunità cristiana, modello di comunità religiosa.

    I tratti caratterizzanti la comunità apostolica
    – Una comunità di chiamati.
    – Una comunità che condivide il cammino di Cristo.
    – Una vera famiglia.
    – Una comunità di fratelli.
    – Una comunità di servizio.
    – Una comunità di riconciliati.
    – Una comunità di oranti.
    – Una comunità eucaristica.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 4

    << Come è nata la Comunità Religiosa>>

    La nascita della comunità a Pentecoste

    1. Una comunità frutto dello Spirito Santo di Pentecoste

    Una nuova presenza del Signore dopo la sua risurrezione:
    Mt 18,20
    Mt 28,20
    Un nuovo tipo di sequela, nello Spirito
    Un’unica comunità di Gesù con modalità espressive differenti:
    iniziata sul lago di Galilea,
    riparte dal lago e continua nella Chiesa di Gerusalemme.

    L’evento della Pentecoste cristiana segna l’inizio della vita della Chiesa e con essa della nuova “comunità apostolica”.
    – Festa giudaica delle Settimane, Shaw’ot: commemorazione dell’Alleanza al Sinai
    – Pentecoste cristiana: dono della legge nuova
    – Festa agricola della mietitura
    – Pentecoste cristiana: la raccolta dei frutti del chicco di grano (cf. Gv 12,24)
    Si radunano «uomini religiosi di tutte le nazioni che sono sotto il cielo» (2,5).
    «ciò che Babele ha disperso, Gerusalemme l’ha riunito».

    La Chiesa “una” e “cattolica”.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 5

    << La “Koinonia”:  le cose che sono state messe in comune >>

    La Koinonia
    La fisionomia della nuova comunità
    I “sommari” degli Atti: 2,42-47; 4,32-35; 5,11-16
    «stavano insieme» (cf 1,14)
    «Ogni giorno erano unanimemente assidui nel frequentare il tempio» (2,46)
    «essi unanimemente alzarono la voce a Dio» (4,24)
    «tutti stavano unanimemente nel portico di Salomone» (5,12).
    2,42-47: quattro tratti caratteristici:
    l’insegnamento degli Apostoli,
    la koinonia,
    la frazione del pane,
    le preghiere.

    Koinonia: koinà: «Avevano tutto in comune» (2,44); «tutto fra loro era comune» (4,32).
    tema greco dell’amicizia
    tema biblico della comunità escatologica senza indigenti (cf Dt 15,4)
    realtà di vita più profonda: la comunione dei cuori e delle anime

    La comunione dei beni:
    Non rifiuto della proprietà o un ideale ascetico di povertà. Espressione di un ideale di fraternità e di uguaglianza
    Koinonia come espressione delle note della comunità primitiva:
    l’insegnamento degli Apostoli: unità nella parola e nella fede koinonia: la condivisione dei beni materiali
    la frazione del pane: comunione allo stesso Cristo
    le preghiere: l’unità attorno al Padre celeste.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 6

    << Gerusalemme modello per la riforma della Chiesa: guardare e cercare la forma primitiva>>

    La fisionomia delle comunità nella storia: il mondo monastico del primo millennio
    I modelli biblici hanno ispirato una grande varietà di forme di vita comunitaria. Daremo uno sguardo alle principali comunità nate lungo i due millenni dell’era cristiana. Non sarà un percorso storico ma teologico, cercando di cogliere gli aspetti dottrinali che ogni comunità mette particolarmente in luce.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 7

    << La carità: regola fondamentalde della comunità religiosa >>

    La prima comunità monastica: Pacomio

    «È per grazia di Dio che appare sulla terra la santa koinonia» (Teodoro, Seconda catechesi, 1).
    – L’esperienza all’origine della comunità.
    – La carità alla base della comunità: «La pienezza della legge è la carità» (Rm 13,10) (Precetti e giudizi, proemio, p. 139).
    – A partire da Teodoro si scoprono i testi giovannei sul precetto del Signore (cf Gv 13,34) e quello sul segno dei discepoli (cf Gv 17,21).
    – Altri modelli e luoghi di riferimento scritturistico: il Salmo 133, i sommari degli Atti, i testi paolini sulla carità.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 8

    << Inizio del monachesimo: La vita evangelica basiliana >>

    L’esperienza di Basilio da l’idea per iniziare la vita comunitaria.
    L’inizio ascetico: i Moralia.
    L’Aschetikon: il duplice comandamento della carità acquista la sua centralità (Interrogazioni 1-3). All’ottava Interrogazione il tema della rinuncia come una conseguenza dell’amore di Dio.
    Dal comando evangelico dell’amore fraterno nasce la comunità: l’Interrogazione 7: Motivazioni per la superiorità della vita comunitaria:
    — Non è possibile vivere nell’autarchia come appare dalle motivazioni filosofiche della socialità umana.
    — La carità cristiana non cerca il proprio interesse, ma quello degli altri.
    — L’essere un solo corpo nell’unità ecclesiale si traduce in una forma di vita comunitaria, come naturale espressione della comunione ecclesiale.
    — La vita comune consente la correzione fraterna.
    — La comunità rende possibile la comunione dei carismi personali e permette di usufruire dei carismi degli altri.
    — La vita comune rende possibile l’esercizio concreto della carità reciproca.
    — La comunità come luogo di mutua evangelizzazione.
    — La comunità preserva dai pericoli derivanti dalla mancanza di punti di riferimento nel proprio cammino spirituale.
    — La comunità permette di tenere desta la vigilanza escatologica.
    — La comunità ha la possibilità della testimonianza perché gli uomini glorifichino Dio.
    — La comunità è ordinata alla gloria di Dio.

    Teologia della Comunità Religiosa – parte 10

    << La Pericoresi >>

    «Il Signore Gesù quando prega il Padre, perché “tutti siano uno, come anche noi siamo uno” (Gv 17, 21-22) mettendoci davanti orizzonti impervi alla ragione umana, ci ha suggerito una certa similitudine tra l’unione delle persone divine e l’unione dei figli di Dio nella verità e nella carità» (GS 24)
    Peri-chóresis: “ballare intorno” – movimento dinamico della danza (peri-chorein). La Trinità danza, amore danzante.

    – Gregorio Nazianzeno: rapporto tra le due nature in Cristo
    – Giovanni Damasceno: rapporto tra le persone divine
    – Bonaventura: circumincessio: processo attivo e dinamico del compenetrare e interpenetrare (“ad altra) nella relazione intrinseca tra le persone divine
    – Tommaso: circuminsessio: situazione statica di stare dentro (“in”) l’altra riempiendone lo spazio intero.
    Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi (Gv 17,21).
    Intima e perfetta inabitazione di una persona divina nell’altra
    Koinonia e kenosi.