Giovedì Santo, un giorno prettamente sacerdotale.

    È il giorno in cui si celebrano due messe particolarissime.

    Al mattino, si inizia con la Messa Crismale, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo nella cattedrale
    dove si radunano i sacerdoti della diocesi e
    il popolo di Dio con i ragazzi che riceveranno la cresima subito dopo Pentecoste.
    La seconda parte del giovedì santo
    è costituita dalla Messa in Cena Domini, la Cena del Signore.
    È la messa solenne che apre il Triduo pasquale.

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    Venerdì santo, giorno della Passione.

    Venerdì santo è il giorno del digiuno, della penitenza e del lutto.

    La liturgia dà la possibilità di meditare la croce  sulla quale è stato crocifisso Gesù, ascoltando la parola di Dio,
    l’unica in grado di dare un senso a tanta atrocità, a tanto disumano dolore per una persona che ha saputo solo donare amore.

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    Serie – Vergine e Madre – Qual’è il posto di Maria nella Chiesa?

    Il ruolo di Maria verso la Chiesa è inseparabile dalla sua unione a Cristo e da essa direttamente deriva.
    « Questa unione della Madre col Figlio nell’opera della redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui »
    Per la sua piena adesione alla volontà del Padre, all’opera redentrice del suo Figlio, ad ogni mozione dello Spirito Santo, la Vergine Maria è il modello della fede e della carità per la Chiesa. “Per questo è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa”. – CIC –
    Don Antonio Grappone risponde!

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    Comandamento: oppressione o regalo?

    A Babilonia “comandamento” “legge”, sono parolacce: nemici della libertà

    A Babilonia le parole comandamento e legge, sono parolacce: nemici della libertà, fondate sulla paura della punizione-castigo che incombe, violenza arbitraria di un’autorità oppressiva. Dio, o i preti, avrebbero inventato i comandamenti per opprimere, per invidia. È la catechesi che il serpente fa ad Eva per convincerla al peccato: Dio è invidioso.

    Andiamo alle radici. In ebraico thorà viene dal verbo “vedere” e significa: la parola che ti fa vedere, che ti illumina; Cosa ti fa vedere? le azioni che facciamo non si esauriscono al nostro piccolo desiderio del momento, ma hanno conseguenze, a volte grandissime, che dobbiamo conoscere. I comandamenti ci insegnano a guardare a tutto il significato delle nostre scelte, al loro seguito. Le conseguenze dei nostri errori nella Scrittura a volte sono presentate come punizioni, ma in realtà dipendono non da Dio, ma dalla logica della realtà: se mangi un veleno, muori; se uccidi il fratello, compi il più irreparabile degli atti di violenza; il male ha effetti sugli altri e su di noi.

    L’intervento di Dio è quello di trasformare queste conseguenze in occasioni di conversione, di ravvedimento. Le conseguenze dei peccati mettono allo scoperto l’intenzione del cuore, o la superficialità della vita. Un’occasione preziosa per crescere in umanità. Dio cambia il disastro in medicina per curare i nostri cuori malati.

     

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