La Gastrimargia

    In questa lezione Don Paulo Ricardo di Azevedo Júnior spiega le malattie specifiche cominciando dalla gastrimargia

    La gastrimargia può essere definita come una ricerca del piacere di mangiare, cioè come il desiderio di mangiare per il piacere, o anche negativamente rispetto alla forza del quale è la negazione, come intemperanza della bocca e dello stomaco.

    Secondo San Doroteo di Gaza, Monaco di Palestina e fecondo scrittore ascetico del VI secolo, la parola “gastrimargia” significa essere fuori di sé, l’insensato viene definito “margos”. Quando a qualcuno capita questa malattia, chiamiamo questa follia di volersi riempire il ventre “gastrimargia”, cioè follia del ventre.

    Ma c’è un altro tipo di gastrimargia – spiega ancora Doroteo di Gaza –, si tratta solo di piacere per la bocca: la emargia, ossia la follia della bocca o la follia della gola, che sarebbe mangiare cercando il gusto, dimenticandosi di Dio che è l’autore di tutte queste cose.

    Dietro a questo atteggiamento c’è sicuramente l’idolatria. Questo peccato della gola ci porta ad un altro peccato: la lussuria. I Santi padri dicono che uno non pecca contro la castità se prima non ha peccato contro la gola.

    Secondo San Leone Magno, le conseguenze di questa malattia sono:

    – una letizia che è vuota;

    – un atteggiamento di superficialità;

    – la lussuria;

    – il parlare troppo;

    – la pesantezza della mente.

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    La Philautìa

    La philautìa, pertanto, è la madre, è la radice segreta di tutte le altre malattie spirituali, è un amore di sé, però un amore malato. Un amore di sé contro sé stessi.

    La Genealogia

    In questa lezione Don Paulo Ricardo de Azevedo parla delle tre prime figlie della philautia

    La philautia per ricordare, è, l’amore di sé contro di sé.

    Quali sono queste tre figlie?

    Sono quelle che ci presentano gli evangelisti nella tentazione di Gesù nel deserto:

    – L’ingordigia, il peccato della gola

    – L’avarizia, il desiderio di possedere le cose

    – La vanagloria

    L’ingordigia sarebbe la gastrimargia, l’avarizia, la filargiria, la vanagloria e la cenodossia.

    È una specie di albero: la radice è la philautia; poi ci sono le sue tre figlie: l’ingordigia, l’avarizia e la vanagloria. E da queste tre poi spuntano tutte le altre.

    La figlia diretta dell’ingordigia è la lussuria o porneia, che è l’atteggiamento di chi cerca il piacere non tanto nel mangiare, ma nel sesso.

    Figlia diretta della vanagloria è la superbia, l’orgoglio, che non è soltanto l’atteggiamento di dare a me una gloria che appartiene a Dio, ma è ancora più grave: è quello di prendere il posto di Dio, di sentirsi come Lui.

    Ci sono ancora altre tre malattie importante da dire: la tristezza, l’ira e l’accidia.

     

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