Rompere con il peccato

    La decisione di rompere con il peccato è nostra!

    Dobbiamo essere decisi nel lasciare il peccato. La decisione di rompere il circolo vizioso del peccato è nostra. Dio dispone la sua grazia e ci ha liberato dal peccato, ma la lotta continua e per questo dobbiamo dire di no ogni giorno e impegnarci a dire Si alla vita di santità. Arriveremo così integri nel cielo perché là è la dimora dei decisi, mentre l’inferno è il luogo degli indecisi, dei tiepidi e degli indolenti. Se cadiamo lungo il cammino, è bene pentirsi immediatamente e chiedere al nostro avvocato la protezione attraverso il Padre. Lui è stato la vittima per espiare i nostri peccati e quelli del del mondo intero. Il nostro sincero pentimento è la garanzia di vivere con Lui in cielo.
    Ti auguro un buon combattimento e che il Signore ti aiuti in questo cammino.

    Mons. Jonas Abib

    CATEGORY : Gocce di Vita

    Condividere il negativismo?

    Condividere il negativismo? Dobbiamo raccontare le meraviglie che Dio opera nella nostra vita!

    Abbiamo bisogno di annunciare le notizie belle e la vera Buona Nuova e non condividere il negativismo. Attualmente, c’è una tendenza a riferire, con grande enfasi, le cattive notizie, le tragedie e le miserie umane fino a farci inquinare da questa mentalità. Ci sono persone che perfino si sentono felici di sentire cattive notizia anzi che quelle buone. Occorre rinunciare ad ogni ondata di negatività.
    Piuttosto comunichiamo con gioia la vita nuova e la buona notizia, sei disposto? Rimani pronto, prepariamoci a proclamare le meraviglie di Dio. Facciamo un patto con noi stessi e con le persone: se non abbiamo nulla di amabile da dire, qualcosa che edifichi i nostri fratelli e noi stessi, rimaniamo in silenzio.

    Gesù insegnaci ad essere annunciatori della Buona Novella.

    Gesù confido in Te!
    Luzia Santiago

    Gocce di Vita – Non far vivere nessun altro come te

    Ciò che per noi è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro

    Ciò che per me è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro. Il rispetto reciproco è molto importante agli occhi di Dio. E questo è ciò che Gesù insegna a Santa Teresa d’Avila: “Voglio che presti molta attenzione, in modo che il diavolo e la tua debole intelligenza non obblighino altre persone a vivere come vivi”.
    Ciò che viviamo nella nostra conversione e nella ricerca della santità non dovrebbero, in alcun modo, essere la norma per coloro che camminano accanto a noi.
    Ciò che per noi è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro. Se siamo spinti a fare una specie di sacrificio o di digiuno, non dovremmo giudicare qualcuno che non lo fa. Di solito, il “gossip” ostacola la perfezione nell’amore.
    Rispettiamo i passaggi che ogni persona è in grado di intraprendere. Cerchiamo di essere comprensivi con il percorso di ognuno!

    Facciamo attenzione che il diavolo non ci inganni nel giudizio di qualcuno, un giudizio che può essere nascosto dall’amore fraterno.
    Dio è per noi!
    Chiediamo allo Spirito Santo il dono della saggezza e del discernimento nel trattare con le persone.

    Gesù, confido in te! 

    Luzia Santiago

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    CATEGORY : Gocce di Vita

    La speranza nasce della fede

    Abbiamo bisogno di essere riempiti con le verità di fede

    Il Regno di Dio è vicino. Quindi alza la testa, rassicurati, perché il nostro rilascio sta arrivando.

    La speranza nasce dalla certezza della fede, e questa è la grande certezza dei combattenti del Signore: il Signore verrà e la sua venuta è vicina. È questa certezza e la speranza che dobbiamo condurre a molti: quando arriverà il nuovo mondo, saremo liberi dalle conseguenze che il peccato ha causato: morte, malattia, fame, miseria, ingiustizia, guerre, dolore, l’angoscia, e poi saremo liberi da ogni male. Attraverseremo molte difficoltà e tribolazioni fino a quel giorno, ma vedremo un nuovo mondo, dove la giustizia e la pace si abbracceranno; e l’amore e la gioia regneranno, la speranza nasce dalla certezza della fede. Pertanto, noi cristiani abbiamo bisogno di essere riempiti con le verità di fede.

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    Immergiamoci nella Fonte della misericordia!

    La misericordia del Signore ci sorprende perché essa raggiunge ogni peccatore.

    Dio chiama le città coinvolte dalla dissolutezza e malvagità, come Sòdoma e Gomorra. Lui offre la sua salvezza.

    “Udite la parola del Signore, voi capi di Sòdoma; ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra! Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”. “Su, venite e discutiamo” dice il Signore. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra”. ( Is 1,10.16-19).

    Nel momento attuale questa stessa misericordia, è offerta al mondo. E’ necessario ascoltare e obbedire. Dio ci ha chiamati a modellare la nostra vita nell’amore e nella giustizia, poiché ci perdona sempre.

    Approfittiamo il giorno di oggi per attualizzare il nostro rapporto con Dio e con le persone che ci sono care.

    Illumina i miei occhi , Signore. Custodiscimi dal sonno della morte. Che il mio nemico non possa dire: Ho trionfato su di lui”

    Gesù confido in te!

    Luzia Santiago

     

     

     

    Quaresima: tempo di conversione e intimità con il Signore

    Nella quaresima Dio ci chiama alla conversione e alla intimità

    Oggi la Chiesa ci offre un tempo privilegiato per prepararci: la Quaresima. Siamo invitati a percorrere una strada verso la conoscenza più profonda della persona di Gesù. In questo periodo quaresimale, abbiamo l’opportunità di arrivare ad un’ulteriore intimità con il Signore. Dico ulteriore, perché ogni anno la Chiesa non ci propone un esercizio spirituale ripetitivo, che ci permetta dire: “Ancora una volta in Quaresima!”, come se ogni anno la proposta fosse vivere come gli anni precedenti. Direi di no!
    Quest’anno abbiamo una nuova occasione di conoscere ancora di più la persona di Gesù Cristo e così sforzarci in modo deciso di corrispondere al Suo infinito Amore per ognuno di noi. Amore di croce, di consegna al Padre e di infinita solidarietà con l’essere umano, peccatore e povero. L’obiettivo più importante di questo periodo quaresimale è che possiamo raggiungere soltanto una vita più santa.
    Dunque, invito ognuno di voi, fratelli e sorelle, anche compagni missionari, ad un sforzo per non essere declassificati in questo cammino verso la santità. Facciamo bene il nostro cammino cominciando con la Quaresima: il nostro percorso è la stessa vita di Gesù Cristo, e la nostra meta finale è il cielo.
    Dio ti benedica!
    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

     

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    Cos’è l’esame di coscienza?

    Gocce di Vita – Un sguardo misericordioso

    Gesù ci insegna a guardare i figli e le figlie di Dio come il Signore li guarda.

    Quando siamo di fronte ad una persona che non conosciamo, cosa ci viene in mente la prima volta?
    È il desiderio di saperlo, di fare un’esperienza con questa persona o di dare un’opinione riguardo al suo aspetto?
    Quanto è bello incontrare nuove persone, e anche conoscere più profondamente quelle con cui viviamo giorno per giorno, sapere la storia, le aspirazioni
    e a guardarle con lo stesso sguardo misericordioso di Gesù!
    Il Signore ci d
    à un consiglio salutare per crescere e approfondire le nostre relazioni:
    “Non giudicate, e non sarete giudicati” ( Matteo 7: 1).
    Gesù ci insegna a guardare i figli e le figlie di Dio come il Signore li guarda.

    – Luzia Santiago –
    Comunità Canção Nova

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    Gocce di Vita – La volontà del Signore è che ci prendiamo cura l’uno dell’altro

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    Gesù parla più volte dei piccoli. Questo non vuol dire che parli solo di bambini, adolescenti o giovani.

    No, si riferisce a milioni di persone bisognose, che non hanno da mangiare, cosa indossare, che sono malati, che hanno torto, che non hanno lavoro, ecc. Questi sono i piccoli di Gesù, quelli che Lui ama in modo speciale. E qualunque cosa tu faccia o non faccia per questi piccoli, Gesù lo considera come fatto a se stesso.

    Abbiamo molti piccoli nei nostri tempi. Molti bisognosi intorno a noi. Quindi, più che mai, siamo chiamati a vivere concretamente l’amore per loro: Gesù ci dice di dare da mangiare a coloro che hanno fame, di dare da bere agli assetati, di dare da vestire a quelli che ne hanno bisogno, di aiutare chi è malato, di visitare i carcerati, di dare rifugio al pellegrino e, persino, di dargli il benvenuto a casa nostra, se necessario. Questo è ciò a cui si riferisce Gesù quando parla dei piccoli: molti di noi hanno ricevuto la grazia di un rinnovamento spirituale. Abbiamo fatto una un’esperienza viva della preghiera, della Parola di Dio, della predicazione del Vangelo.

    Tuttavia, non possiamo vivere “nascondendoci” dietro questa o quella spiritualità e non fare nulla di concreto in ciò che è la volontà di Dio. Ed è volontà del Signore che ci prendiamo cura dei poveri, dei bisognosi, degli ammalati e degli oppressi, che sono i suoi piccoli. Devi prenderti cura di loro in un modo speciale e concreto; naturalmente puoi pregare per loro. Ma devi anche dare loro pane, vestiti, casa. Devi portare loro ciò di cui hanno bisogno. Devi dare te stesso. Se hai il pane, dallo ai bisognosi; se hai vestiti, fai lo stesso: condividili con loro, e così via. Questo è amare il tuo prossimo come te stesso. Questo è il modo di vivere concretamente la carità.

     

    Dio ti benedica!

    – Mons. Jonas Abib –
    Fondatore della Comunità Canção Nova

     

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    Gocce di Vita – Come deve essere la spiritualità della famiglia?

    La spiritualità della famiglia è fatta di gioia, di festa, di sessualità, di riposo e di sofferenze

    Molte coppie, abituate ad una partecipazione attiva nella comunità e ad un ritmo nella vita di preghiera, sentono un po’ di confusione, se stanno crescendo nella loro spiritualità. Succede che nel matrimonio, l’arrivo o meno dei figli e tanti avvenimenti che influiscono sulla vita della famiglia provocano conseguenze nella quotidianità. Sorgono allora i dubbi. Qualche persona pensa che la famiglia possa essere un ostacolo alla vita nello Spirito. Ma è esattamente il contrario: la vita in famiglia “è un percorso che il Signore utilizza per portarli ai vertici dell’unione mistica”, come afferma Papa Franceso nell’Esortazione Post-sinodale Amoris Laetitia.

    Spiritualità fatta di gesti concreti

    La spiritualità dell’amore familiare è fatta di migliaia di gesti reali e concreti. In questa varietà di doni e di incontri che fanno maturare la comunione, Dio ha la propria dimora”, dice il Papa. La dinamica dei rapporti favorisce caratteristiche fondamentali di questa specifica spiritualità. L’intimità dellìamore coniugale rende gloria a Dio.

    La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace”, aggiunge il Papa. Egli spiega che la famiglia vive la sua spiritualità, essendo una chiesa domestica e una cellula viva per trasformare il mondo.

    Vita nello Spirito

    Persone “che hanno desideri spirituali profondi non devono sentire che la famiglia li allontana dalla crescita nella vita dello Spirito”. La grazia divina si raggiunge, poco a poco, attraverso la vita matrimoniale. Difficoltà e sofferenze offerte per amore ci permettono di partecipare al mistero della croce di Cristo. Momenti di gioia, di riposo, di festa, di sessualità sono sentiti come una partecipazione alla vita piena della Sua Rissurrezione.

    Gesti quotidiani modellano la famiglia in un luogo teologale, permettendo di sperimentare la presenza mistica del Signore Risorto. La spiritualità matrimoniale viene dal legame abitato dall’amore divino. Dedicazione che unisce umano e divino, perché è piena dell’amore di Dio.

    Preghiera in famiglia

    Mezzo privilegiato per esprimere e rafforzare questa fede pasquale è la preghiera in famiglia. Papa Francesco indica “qualche minuto, ogni giorno, per essere unito nella presenza del Signore Vivo”. In questi momenti, è possibile dire a Dio ciò che ci preoccupa, pregare per i bisogni familiari, pregare per qualcuno bisognoso, chiedere l’aiuto per amare, ringraziare per la vita e per le cose belle, supplicare la protezione della Madonna.

    Con parole semplici, questo momento di preghiera può fare tantissimo bene alla famiglia. Le diverse espressioni della pietà popolare sono un tesoro di spiritualità per molte famiglie. Il cammino comunitario di preghiera raggiunge il suo culmine nella partecipazione comune all’Eucaristia, soprattutto nel contesto del riposo domenicale. Gesù bussa alla porta della famiglia per condividere con essa la Cena eucaristica (cfr Ap 3,20), insegna Amoris Laetitia.

    Amore per tutta la vita

    Colui che non si decide ad amare per sempre, è difficile che possa amare sinceramente un solo giorno”, ricorda Papa Francesco. “È un’appartenenza del cuore, là dove solo Dio vede (cfr Mt 5,28). Ogni mattina quando ci si alza, si rinnova davanti a Dio questa decisione di fedeltà, accada quel che accada durante la giornata”, completa il Santo Padre.

    Famiglia non è realtà perfetta

    In questa ricerca di crescita, ci consola l’affermazione di Papa Francesco che “nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare”. Questa coscienza ci impedisce di giudicare il nostro prossimo in modo duro e ci permette di valutare il percorso della nostra famiglia “per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo”.

    Che cosa vuoi che io faccia per te?

    Alla fine di questo testo, vi lascio un esercizio, specialmente per le coppie. Imitando l’atteggiamento di Gesù, che si colloca davanti al cieco Bartimeo con tutta la disponibilità: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” (Mc 10,51), mettiti davanti al tuo coniuge e fagli questa domanda: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Quando una persona si offre gratuitamente, la conseguenza è essere davanti all’altro e dimenticarsi di tutto ciò che esiste attorno a sé. Presto, vedrai fiorire la tenerezza, suscitando in tutti la gioia di sentirsi amati.

    – Rodrigo Luis –
    Comunità Canção Nova

     

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    CATEGORY : Gocce di Vita

    Gocce di Vita – Portiamo nel cuore il desiderio di felicità

    Portiamo nel cuore il desiderio di felicità

    Saremo felici solo se saremo docili e obbedienti al Signore

    La parola del Signore per noi, oggi e per sempre, è: “Ascolta la mia voce, così sarò il tuo Dio, e tu sarai il mio popolo; e ho proseguito per tutto il tempo in cui ti nominerò per essere felice “(Geremia 7, 23b).

    Tutti noi portiamo nel cuore il desiderio di felicità; siamo stati fatti per viverla, perché è stato Dio a mettere questo desiderio nel nostro cuore, indicandoci il modo in cui dobbiamo calpestare per raggiungerlo. In questa bella giornata, che è chiamata oggi, mettiamoci alla presenza del Signore con umiltà e diciamo a Lui: parla a me, Signore, perché voglio ascoltare e seguire la tua voce e lasciarmi guidare da Lui.

    Sta a noi fare la scelta di ascoltare e obbedire alla voce del Signore o no; ma dentro di noi sappiamo che saremo felici solo se saremo docili e obbedienti ai suoi comandamenti, obbediamo a tanti ordini e ideologie assurdi che spesso ci tengono nella schiavitù, quindi perché non obbedire alla voce del nostro Signore, che ci porta alla piena libertà come figli di Dio?

    – Luzia Santiago –
    Comunità Canção Nova

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