XXX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

    XXX Domenica del Tempo Ordinario: Rabbunì, che io veda di nuovo

    In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
    Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
    Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
    Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. (Mc 10,46-52)

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    Serie – Vergine e Madre – Qual’è il posto di Maria nella Chiesa?

    Il ruolo di Maria verso la Chiesa è inseparabile dalla sua unione a Cristo e da essa direttamente deriva.
    « Questa unione della Madre col Figlio nell’opera della redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui »
    Per la sua piena adesione alla volontà del Padre, all’opera redentrice del suo Figlio, ad ogni mozione dello Spirito Santo, la Vergine Maria è il modello della fede e della carità per la Chiesa. “Per questo è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa”. – CIC –
    Don Antonio Grappone risponde!

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    XXIX Dom – Tempo Ordinario (Anno B)

    XXIX Domenica del Tempo Ordinario: Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti

    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
    Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
    Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». (Mc 10,35-45)

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    Gocce di Vita – Non far vivere nessun altro come te

    Ciò che per noi è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro

    Ciò che per me è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro. Il rispetto reciproco è molto importante agli occhi di Dio. E questo è ciò che Gesù insegna a Santa Teresa d’Avila: “Voglio che presti molta attenzione, in modo che il diavolo e la tua debole intelligenza non obblighino altre persone a vivere come vivi”.
    Ciò che viviamo nella nostra conversione e nella ricerca della santità non dovrebbero, in alcun modo, essere la norma per coloro che camminano accanto a noi.
    Ciò che per noi è un’ispirazione interiore non deve esserlo per l’altro. Se siamo spinti a fare una specie di sacrificio o di digiuno, non dovremmo giudicare qualcuno che non lo fa. Di solito, il “gossip” ostacola la perfezione nell’amore.
    Rispettiamo i passaggi che ogni persona è in grado di intraprendere. Cerchiamo di essere comprensivi con il percorso di ognuno!

    Facciamo attenzione che il diavolo non ci inganni nel giudizio di qualcuno, un giudizio che può essere nascosto dall’amore fraterno.
    Dio è per noi!
    Chiediamo allo Spirito Santo il dono della saggezza e del discernimento nel trattare con le persone.

    Gesù, confido in te! 

    Luzia Santiago

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    XXVIII Dom. – Tempo Ordinario (Anno B)

    XXVIII Domenica del Tempo Ordinario: Vendi quello che hai e seguimi

    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
    Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
    Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
    Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà». (Mc 10, 17-30)

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    Gocce di Vita – Modellami e sarò migliore

    Se il Signore lavora sul di me, sicuramente sarò migliore

    Il Signore vuole che noi ci modelliamo e ci trasformiamo. Dio Padre ci ha mandato suo Figlio Gesù per mostrarci che, attraverso l’obbedienza e la lotta per la verità e la santità, possiamo raggiungere la gioia della risurrezione. Quindi, non possiamo mai scoraggiarci; dobbiamo cercare in Cristo la forza per superare tutte le tribolazioni. “Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore, non scoraggiarti quando ti rimprovera; poiché il Signore corregge chi ama e punisce chi accetta come suo figlio” (Eb 12,5-6).

    Il processo di costruzione di un nuovo vaso non è facile, né per l’argilla né per il vasaio, perché ogni opera creativa passa attraverso la sua trasformazione. Il vasaio deve mescolare, spezzare, alterare; e l’argilla, a sua volta, deve accettare questi interventi. Lo stesso vale per noi: Dio vuole nuovi vasi; ma perché ciò avvenga, dobbiamo obbedirGli, anche se spesso non capiamo il perché. Preghiamo, affinché il Signore ci renda docili alla Sua santa volontà: “Signore Gesù, siamo fatti di argilla, plasmaci secondo il Tuo infinito amore e la Tua incomparabile bontà. Dacci la grazia di cercare il Tuo volto, e così saremo migliori, perché una persona si realizza solo quando rivela il suo Signore!”.

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    La speranza nasce della fede

    Abbiamo bisogno di essere riempiti con le verità di fede

    Il Regno di Dio è vicino. Quindi alza la testa, rassicurati, perché il nostro rilascio sta arrivando.

    La speranza nasce dalla certezza della fede, e questa è la grande certezza dei combattenti del Signore: il Signore verrà e la sua venuta è vicina. È questa certezza e la speranza che dobbiamo condurre a molti: quando arriverà il nuovo mondo, saremo liberi dalle conseguenze che il peccato ha causato: morte, malattia, fame, miseria, ingiustizia, guerre, dolore, l’angoscia, e poi saremo liberi da ogni male. Attraverseremo molte difficoltà e tribolazioni fino a quel giorno, ma vedremo un nuovo mondo, dove la giustizia e la pace si abbracceranno; e l’amore e la gioia regneranno, la speranza nasce dalla certezza della fede. Pertanto, noi cristiani abbiamo bisogno di essere riempiti con le verità di fede.

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    XXVII DOM. -TEMPO ORDINARIO (Anno B)

    XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B): L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto

    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
    Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
    A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
    Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro. (Mc 10, 2-16)

    XXVI Dom. – Tempo Ordinario (Anno B)

    XXVI Domenica del Tempo Ordinario: Chi non è contro di noi è per noi

    In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
    Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

    Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». (Mc 9,38-43.45.47-48)

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