Tolleranza: relativismo o verità?

    Tolleranza: relativismo o verità?

    Tolleranza: questa parola vorrebbe segnare il trionfo del relativismo religioso

    È di moda accusare le religioni “monoteiste” di intolleranza: sarebbero violente contro chi non adora il loro unico Dio. I politeisti ammettono più divinità e quindi sarebbero tolleranti con tutti, perché in fondo tutte le religioni sono buone. La questione della verità è secondaria.

    È chiaro che è sbagliato imporre, viva la tolleranza… ma perché dovrebbe essere incompatibile con il Dio unico, cioè con la verità? Una molteplicità di divinità fa comodo a organizzazioni statali come l’impero romano, ma non è la verità, e lo sanno tutti; solo la verità ci farà liberi. Leggiamo qualche riga di Lattanzio, un grande convertito, vissuto all’epoca del passaggio dalle persecuzioni anticristiane alla legalizzazione; la vera tolleranza non si fonda sul relativismo religioso:
    «Costrizione e violenza sono del tutto fuori luogo, perché la religione non può essere imposta: la questione va affrontata con il ragionamento e non con la frusta, per suscitare il libero assenso. […] Se pretendi di difendere la religione col sangue, con la violenza, facendo il male, essa non è certo difesa, ma è sporcata e profanata. Non c’è nulla che sia più libero dell’adesione alla religione, nella quale se l’animo dell’offerente è contrario all’atto, è solo subita, ed è certamente inesistente» (Lattanzio, Inst. Div. V,19,11.23).

    Lattanzio dice che la verità ha una forza in sé, la forza della ragione, non ha bisogno di violenza per imporsi. Anzi, usare la violenza significa screditare la verità. È la menzogna che ha bisogno della violenza, ma alla fine vincerà la verità. Per questo la tolleranza basata sul relativismo, cioè sulla menzogna, è totalmente intollerante verso chi non condivide il relativismo; la vera tolleranza, la buona tolleranza è la pazienza che si appoggia sulla forza verità.

     

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