Gesù ha cambiato la mia vita

    Nella sofferenza i miei occhi si sono aperti verso Dio

    Cosa il Signore non fa nella vita di cui si lascia trovare da Lui?

    Come ho già detto, fu nella sofferenza, quando sono diventata vedova, che il Signore è entrato nella mia vita, per sempre. Ho avuto bisogno di vivere quell’esperienza per cominciare a capire: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore” (Gr 17,5).

    Dio mi ha sorpreso nella mia impotenza davanti al dolore, all’ illusione di aver trovato la piena felicità in qualcuno, di carne e ossa, cosi come me. Quello che mi è successo è stato come se fossi stata colpita dallo spavento e poi mi sono svegliata.

    Nella sofferenza miei occhi si sono aperti verso Dio e, in Cristo Gesù, pian piano, ho trovato le risposte che tanto cercavo.

    Così ho iniziato un lungo percorso di conversione personale.

    Dio mi ha riempito ogni spazio vuoto, mi ha concesso la grazia di ritrovare me stessa e anche ai miei fratelli. Provo ogni giorno l’effusione dello Spirito Santo che mi trasforma quotidianamente e mi porta al desiderio di essere agente trasformatore del mondo.

    Gesù, io confido in Te!

    Luzia Santiago – Cofondatrice della Comunità Cançao Nova

     

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    Forza Amatrice!

    Amatrice non molla

    La forza e la speranza di un popolo che non si lascia vincere dalla paura…. e che crede in un futuro possibile e felice.

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    L’amore da senso a tutte le cose

    27maio
    Sapevi che le cose che rimangono irrisolte interiormente e che ce lo portiamo dietro, insieme alle paure ci fanno vivere a metà? Dio ci ha creati per vivere in pienezza e ci ha fatti veramente liberi, pertanto tutto quello che ci impedisce di usufruire di quella vita abbondante deve essere tolta dalla nostra vita con coraggio.

    Facciamo l’esercizio di esprimere il nostro amore concretamente lungo tutta questa giornata? Ciò che da senso a tutte le cose è l’amore.

    Gesù mite ed umile di cuore, fa del nostro cuore simile al tuo, faci vivere l’amore e la riconciliazione.

    Gesù, io confido in te! Luzia Santiago

    C’è un modo per essere più felice?

    Messaggio di Ricardo Sá

    Certamente c’è! Tuttavia, abbiamo bisogno di comprendere che la felicità ha come meta gli altri. É terribile vedere invece ciò che la mentalità del mondo è capace di fare con noi!

    Finiamo per quanto cristiani siamo mettendoci al centro del mondo e permettendo che tutto giri attorno a noi, mentre cerchiamo la felicità! Grande errore!
    Solo è felice chi sa rendere felice gli altri; è MOLTO più felice chi cerca la felicità altrui; è MOLTISSIMO più felice, solo chi sa rendere gli altri MOLTO PIU’ felici di se stesso!

    Continuo ad affermare che sarà felice solo chi sa dimenticare se stesso, chi ha già capito una volta per tutti che questo è il segreto della felicità e che per tutti è cosi, questo da senso a tutta la nostra vita! Questo è essere felice!.

    Pensaci!

    Ricardo Sá

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    Lezione 3 (parte 4)

    La vita religiosa nell’Ecclesia de Trinitate

    Nasce dall’amore di Dio Rappresenta nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio  Vive nella docilità allo Spirito Santo L’insegnamento di Vita consecrata: Confessio Trinitatis: «La stessa vita fraterna […] si propone come eloquente confessione trinitaria. Essa confessa il Padre, che vuole fare di tutti gli uomini una sola famiglia; confessa il Figlio incarnato, che raccoglie i redenti nell’unità (…); confessa lo Spirito Santo quale principio di unità nella Chiesa (…)» (n. 21).  Luogo privilegiato in cui si rivela l’adempimento del progetto di Dio: «fare di tutta l’umanità, all’interno della civiltà dell’amore, la grande famiglia dei figli di Dio» (n. 35).  «La sorgente della vita fraterna» va cercata direttamente nella comunione con le Persone della Trinità a cui lo Spirito Santo introduce (n. 42).

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    Lezione 7 (parte 4)

    Le dinamiche della comunione

    Dono della Trinità che partecipa la propria koinonia, la comunità è anche un impegno, un compito, una vocazione. L’amore ricevuto domanda di essere vissuto, anche se la risposta è resa possibile proprio dal dono stesso ricevuto. Ad una teologia della comunione deve affiancarsi una spiritualità della comunione.

    La parabola dei tre comandamenti
    Tre comandamenti per una triplice presenza di Cristo, in AA.VV., Egli è vivo!. La presenza del Risorto nella comunità cristiana, Città Nuova, Roma 2006, p. 11-34.
    1. Il primo comandamento e l’unione con Dio
    2. Il secondo comandamento e il servizio dei fratelli
    3. Il terzo comandamento e la spiritualità della comunione
    Se i primi due millenni si sono caratterizzati per l’amore di Dio e del prossimo, il terzo millennio sembra vada caratterizzandosi per un altro comandamento, che Gesù ha dato come “suo” e come “nuovo” rispetto agli altri: «Amatevi l’un l’altro come io vi ho amato» (Gv 13, 34). In quest’unico comando egli sintetizza l’amore di Dio e l’amore del prossimo e insieme li trascende in una realtà nuova, trinitaria.
    Dal cammino personale verso il centro dell’anima dove dimora la Trinità, lo Spirito Santo sta orientando verso un cammino comunitario, che riscopre l’unione tra i fratelli come luogo di presenza della Trinità.
    Per questa nuova via il cammino di crescita del singolo trova nel dono di sé all’altro una sua componente addirittura indispensabile, come ricorda il Concilio: «L’uomo per la sua intima natura è un essere sociale, e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti» (Gaudium et spes, n. 12). Per questo può parlare dell’«indole comunitaria dell’umana vocazione nel piano di Dio» (Ibid., n. 24); vocazione che trova la sua perfezione e compimento in Gesù, che ha portato la legge dell’amore fraterno (Cf. ibid., n. 32).
    “Occorre promuovere una spiritualità della comunione» (Novo Millennio ineunte, 43).
    Da qui scaturisce anche una via nuova per l’unione con Dio, dove il prossimo non è più soltanto una persona da servire, da amare, ma da coinvolgere nella reciprocità dell’amore, perché solo in questa reciprocità si può vivere l’amore tipico di Dio: l’amore trinitario. Il prossimo non è più raggiunto al termine dell’itinerario spirituale, come conseguenza dell’unione con Dio, ma cercato fin dall’inizio per poter andare insieme verso Dio. L’altro è la possibilità concreta e la necessità insopprimibile per vivere il comandamento dell’amore reciproco, è la possibilità di attingere alla presenza di Cristo tra noi, la condizione per raggiungere Dio, per vivere in pienezza la sua vita agapica: «Se ci amiamo gli uni gli altri — scrive l’Apostolo Giovanni –, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi» (1 Gv 4,12).
    Dalla “fuga dal fratello” per andare a Dio si è portati alla “ricerca del fratello” per andare a Dio con lui, anzi per trovare Dio nella reciproca comunione.
    4. Le esigenze della spiritualità della comunione: L’esercizio della carità
    La centralità dell’amore
    L’esercizio della carità:
    – Metanoia
    – Atteggiamento di fede
    – Le connotazioni dell’ amore (cf 1 Cor 13)
    – Servire
    – Accoglienza (condivisione, amare col cuore, ascolto
    – Gratuità
    – Universalità
    – Sollecitudine
    5. La condivisione del cammino di fede
    6. La correzione fraterne e il perdono reciproco

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