Avere amici è essenziale

    Avere amici è essenziale per vivere bene

    L’amico non è solo un conoscente o un collega. L’amico è amico! Se volessi definire amici e amicizia, dovrei trovare le parole giuste e il concetto esatto, perché il mio amico non è qualcosa. Ecco perché la Parola di Dio ci dice che chiunque abbia trovato un amico ha trovato un tesoro: un amico può trasformarci. E perché ci trasforma? Perché prima di tutto l’amico ci ama così come siamo. L’amico può correggerci, e spesso solo l’amico è in grado di correggerci: il padre e la madre non possono fare ciò che un amico fa. Raggiunge il cuore e spesso ha una linea diretta con il nostro cuore. Arriva lì, dove nessun altro può arrivare. E perché può arrivarci? Ripeto: perché l’amico ci ama così come siamo. Ecco perché un amico può trasformarci. È in grado di dire le cose come stanno, lui può dirci la verità che non vorremmo sentire.

    A volte ci arrabbiamo e ce ne andiamo; ma, passate le ore e i giorni, torniamo indietro per capire, per accogliere, per piegare, e tutto cambia; a volte litighiamo, se ci ribelliamo, ma poiché l’amico è un amico, non possiamo starne alla larga. L’amicizia è più forte della lotta, della rivolta. È bene che sia così! Spesso solo l’amicizia può piegarci. Avere amici è essenziale. Essere un amico è il segreto della vita e della vittoria.

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    Tutto ha una soluzione in Gesù

    Quando crediamo in Gesù, tutto ha una soluzione

    Qualsiasi situazione impossibile da risolvere, umanamente parlando, ha una soluzione. Quando crediamo che Gesù è il nostro unico Signore, prendiamo possesso di questa verità: quale angoscia porti nel tuo cuore? Che peso porti nella tua anima? Qual preoccupazione o carico lo accompagna? È personale? Riguarda il tuo matrimonio? il lavoro? Tuo figlio, tua figlia? Tuo marito, tua moglie? I tuoi genitori? Qual è il problema? È una dipendenza? Sei in una situazione di conflitto? Ricorda, tutto questo ha una soluzione in Gesù.

    Proprio come le braci del braciere possono essere riaccese, il Signore con il soffio del Suo Santo Spirito riaccende la nostra fede. Credici! Potrebbe essere necessario del tempo per risolvere il tuo problema, per il quale ora ti sei scoraggiato. Forse pensi: “Non c’è soluzione. Ho chiesto, ho pregato il Signore; hanno pregato per me e la cos non si è risolta”. Forse hai piegato le braccia disperato. Ma guarda, quando ci si avvicina al Signore, quando si va da Colui di cui si ha bisogno, il potere curativo di Gesù, la forza del perdono e della riconciliazione lo raggiunge e toglie da te quella sensazione di indegnità. Quando lanciato il nostro sguardo al Signore, Lui ci porta la pace, lascia che la vita che viene da Lui ti riempia!

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    Non smettere di adorare in spirito e verità

    Cerchi di adorare il Signore

    Il Signore mi ha creato per adorare, così Lui mi attira e mi attira a Lui. “Signore, non mi sento bene, mi sento come se una forza mi spingesse indietro. Signore, tirami e attirami a Te! Spirito Santo, insegnami ad adorare il Signore”. Cerchi di concentrarti su Dio, ma i tuoi pensieri non smettono di ribollire. Impara a combattere contro il tuo malessere. E nonostante tu ti senta in questo modo, sicuro di adorare in spirito e verità, adorare in spirito e verità è offrire e offrire, come sacrificio d’amore al Signore, la tua vita così com’è.

    Vai ad adorare e mostra al Signore il tuo cuore spezzato. Non mimetizzarlo dicendo “gloria a Dio”, con la tua bocca aperta; di’ gloria a Dio con un cuore spezzato, finché c’è sincerità. Non ho nient’altro da offrire in amore e sacrificio. Il mio cuore e la mia vita sono in frantumi, ma questo è ciò che offro, e Dio gradirà il tuo cuore così.

    Il tuo Fratello 

    Monsignor Jonas Abib. 

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    Dio ci ha permesso di amare

    Solo attraverso l’amore possiamo rendere la salvezza di Gesù e arrivare a coloro che amiamo

    Sospiro per aver amato tutta la mia vita e anche tu hai bisogno di sospirare per passare tutta la vita innamorata. Questo è l’essenziale. Dio ci darà la ricompensa per il nostro amore. Voglio ricordare un altro passaggio che è anche collegato a questo: “L’amore copre una moltitudine di peccati”. Solo attraverso l’amore possiamo rendere la salvezza di Gesù e arrivare a coloro che amiamo, a coloro che passano nelle nostre vite. La tentazione ci ha ingannato, dicendo che non possiamo fidarci delle persone, che dobbiamo occuparci solo della nostra vita. No, Dio ci sta dicendo oggi: “Portatevi l’un l’altro nell’amore di Cristo!”.

    L’amore ci porta alla perfezione; nell’amore c’è la nostra salvezza. Dio ci ha permesso di amare. L’amore è sostegno, perdona, l’amore combatte, esorta, gioisce, piange, incoraggia, non si arrende… amore, amore, sempre amore!

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

     

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    Il matrimonio e la sessualità sono santi

    Dio investe in te e nell’arca dell’alleanza, che è la sua casa

    L’intenzione del nemico è precisamente quella di far sì che uomini e donne cerchino il matrimonio solo per passione, per piacere sessuale. Il matrimonio e la sessualità della coppia sono santi!

    Ma l’astuto nemico vuole il disordine, instillando scherzi malevoli negli uomini. Il Signore trasforma tutti quelli che lo hanno bandito dalla sua mente, dal suo cuore, e riversa su di loro lo Spirito Santo, eseguendo ciò che ci sembrava impossibile. Dio vuole trasformarti, rifare tutto nella tua vita.

    Chiedete il battesimo nello Spirito Santo e l’impossibile accadrà; molte donne sono state anche toccate dai romanzi che presentano come se tutti vissero felici e contenti. In questo modo, questi sono presi dal lato affettivo, romantico, sensibile. Ma il Signore vuole cambiare l’intero concetto.

    La sessualità femminile è una meraviglia che il nemico vuole gettare nel fango; il piano di Dio è di riabilitare la dignità della sessualità umana: la bellezza di essere madre, di concepire, di generare, di dare alla luce, di educare i bambini a questo mondo e all’Alto, al Signore! Sii docile allo Spirito Santo e tutto cambierà. Dio investe in te e nell’arca dell’alleanza, che è la tua casa, anche se la tua famiglia ha vissuto così lontano in modo pagano, il Padre vuole riversare su di te lo Spirito Santo. Il rimedio di Dio Padre è l’effusione dello Spirito Santo. Credimi, la trasformazione avverrà!

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

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    Un cristiano senza speranza è infelice e frustrato

    La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo

    La fede è come un generatore di energia elettrica: mentre è in azione, l’energia scorre. Nel momento in cui il generatore perde il suo ritmo, la luce comincia a diminuire fino a sparire. Il nemico sta attaccando il nostro generatore: la fede.

    L’incredulità è un virus ad alto rischio. Quando la preghiera diminuisce, perdiamo la fiducia in Dio, nella sua Divina Provvidenza, e lasciamo da parte la gioia e la speranza. Un cristiano senza speranza è infelice e frustrato. Voglio invitarvi da oggi a cercare la vostra pace.

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

     

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    La forza viene dallo Spirito Santo

    Il dinamo è lo Spirito Santo che sta in me

    “Dinamo” in greco vuol dire “Quello che produce la forza”. Lo Spirito Santo è Colui che ci da la forza. Tu puoi affermare: “Per Grazia di Dio io ho chi produce forza dentro del mio cuore; il dinamo, questo è, lo Spirito Santo che sta in me”.

    In questi più di trent’anni lavorando tramite la predicazione, radio, TV, internet e altri mezzi di comunicazione, ho imparato che un ripetitore accesso deve emettere la sua forza, e se non lo fa, esplode, perché è un produttore di energia, che va in onda. Allo stesso modo chi ha ricevuto questo “dinamo”, che è lo Spirito Santo ha bisogno di spargere questa energia. Una volta che esso sta in noi, questa energia ha bisogno di essere trasmessa, altrimenti possiamo “esplodere”.

    Non possiamo tirarci fuori; questo e per te che hai i tuoi errori, i tuoi difetti , le tue qualità. Non ci illudiamo, noi siamo circondati di pagani da ogni parte, dobbiamo raggiungerli ed evangelizzarli. Questo ci costa Sangue, lacrime, lavoro, io dico alla mia comunità: abbiamo bisogno di dare la vita per questo! Abbiamo bisogno di dare la vita, abbiamo bisogno di essere sale, abbiamo bisogno di preservare il nostro carisma e la nostra missione, dare la vita, perché il Signore ha voluto averne bisogno del nostro carisma.

    Canto Nuovo, tu hai bisogno di dare la vita per questo carisma!

    Il tuo fratello Mons. Jonas Abib

    Per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura

    La cosa bella è che per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura

    Molte volte pensiamo che Dio può fare cose buone solo con i buoni, con coloro che sono “precisi”. Ma non è cosi, il Signore si dirige anche dove c’è il fango per tirare fuori da lì i suoi figli e rifarli.

    Forse tu sei uno di coloro che non crede più e pensi: “Dio può cambiare la vita di tutto il mondo…la mia No. Sono arrivato ad un punto tale che non c’è modo”.

    Oggi Dio ti sta dicendo: “Io posso cambiarti. Io voglio cambiarti. Basta che tu lo voglia. Basta che tu glielo permetta”.

    Tu sei la ricchezza di Dio! Ma purtroppo, per mille motivi, hai intrapreso la strada sbagliata. Questo mondo è ingrato finiamo essendo rigettati. Tu servi al mondo, ti consumi servendolo, pensando che ora, esso ti darà tutto quello che ti ha promesso…Ma ciò che il mondo fa è relegarti e buttarti nel cassonetto della spazzatura.

    La cosa bella è che per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura. Quando il mondo al quale hai servito ti ha buttato via, Dio riprende quello che il mondo ha disprezzato facendolo diventare suo figlio. Questa è la ricchezza del Signore.

    “Tu avrai una grande ricchezza se avrai il timor di Dio, se rifuggirai da ogni peccato e farai ciò che piace al Signore Dio tuo”. (Tob 4, 21B)

    Il tuo fratello, mons. Jonas Abib

     

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    Non guardare in dietro, guarda Gesù

    Tutto ciò che è rimasto dietro bisogna lasciarlo nel cuore di Dio

    Adesso è il tempo della grazia, il tempo opportuno. Tutto ciò che è rimasto dietro bisogna lasciarlo nel cuore di Dio. Non guardare in dietro, non rimanere lamentandoti, non rimanere con gli occhi rivolti soltanto verso i problemi. Guarda il Signore. Gli occhi suoi sono rivolti verso te e verso la tua casa.

    Nel numero 83 del suo diario, suor Faustina riporta ciò che lo stesso Gesù gli dice riguardo il significati della sua Misericordia in questi tempi: “Scrivi questo: prima di venire come giusto giudice, vengo come re di misericordia” (…)”. Il Signore vuole raggiungere ciascuno personalmente, penetrare nella nostra coscienza ed il cuore con questa grazia straordinaria della divina Misericordia, capace di trasformarci in uomini e donne nuove.

    Il Signore non vuole più che guardiamo i nostri peccati neppure al passato. Lui ci chiama affinché siamo adoratori perché potessimo esperimentare la divina misericordia. L’adorazione non è per coloro che sono perfetti neppure per coloro che sono già arrivati ad un alto grado di santità. L’adorazione è per noi, peccatori, che sentiamo il peso del peccato in noi. San Paolo diceva che sentiva il peccato nelle sue due nature, due forze che s’interponevano dentro di lui: “infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Rm 7,19). Questo grande apostolo non era uno appena convertito quando scrisse la lettera ai romani. Aveva già sofferto molto per Cristo, e anche trasformato a motivo suo, e proprio cosi sentiva ancora dentro di lui quella lotta che avviene in tutti noi.

    Davanti a tutta la grandiosità che ci viene presentata da Dio ora, è necessario aprire il cuore per vivere un tempo nuovo. Il Signore ci ha promesso: “Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io ho scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore”. (2 Cr 7, 15-17). Grazie Signore, perché mi rivolgo a te ed il tuo amore mi coinvolge e la tua Divina misericordia mi rinnova e salva.

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

    Forse ti piacerà:

    :: A che cosa serve l’unzione degli infermi?

    :: Castità: repressione o liberazione?

    :: Tentazione: opportunità o pericolo?

    :: Il dono della Sapienza

    Aspiriamo alle manifestazioni spirituali

    Tu non puoi negare il potere dello Spirito Santo, quindi aspiriamo alle manifestazioni spirituali

    Il Signore sta alla porta. Lui è molto vicino, proprio molto vicino. Certo che per Dio mille anni sono come un giorno solo, e un giorno e come mille anni. Per quello è che si fa necessario che stiamo sufficientemente convertiti. E in quanto attendiamo la manifestazione del nostro Signore Gesù Cristo, abbiamo bisogno dei dono dello Spirito per la nostra trasformazione personale. La fidanzata ha bisogno di essere preparata per quando lo sposo sta per arrivare. La fidanzata è la Chiesa, la fidanzata siamo noi. La fidanzata non è una persona, la fidanzata è un corpo. La fidanzata siamo noi che siamo stati raggiunti per strada e portati alla sala del banchetto. Dio è andato a cercarci nei crocicchi della vita e ci ha portati alla sala del banchetto di festa del suo Figlio, che sta per arrivare. Siamo la fidanzata che attende lo sposo.

    Ci sono ancora molti fratelli per strada. Siamo inviati a cercarli; questo è il nostro lavoro: andare e tornare. Siamo nella sala abbiamo già un posto garantito. Il nostro lavoro è andare e tornare, portando fratelli alla sala del banchetto, affinché tutti quelli che sono del Signore e desiderano accettare il suo invito vengano. Facciamo questo lavoro per i nostri fratelli schiacciati e feriti, legati, prigionieri, schiavizzati dal nemico. Schiavizzati ad ogni tipo di peccato, vizi e prigioni. Prigioni della mente, dei cuori, dalla incredulità. Affinché loro possano vedere sono necessari dei doni, e tutti i doni dello Spirito Santo. I dono sono strumenti con i quali liberiamo i nostri fratelli.

    I doni sono strumenti. Nella nostra stessa casa ci sono persone che muoiono di sete, sete di Dio. Persone morendo di fame, fame di Dio. Persone della tua stessa casa, che forse dorme nel tuo stesso letto. Che dorme insieme a te, ma sta morendo di fame, di sete del Signore. Noi non possiamo negare il nostro aiuto a questi fratelli. Tu non puoi negare il potere dello Spirito Santo alla tua sposa, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, a tua madre; loro hanno bisogno di Lui.

    Non sarà possibile liberare i nostri fratelli soltanto con il nostro lavoro, neppure con la nostra esortazione. Se non è per la forza dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo, non riusciremo. Nel capitolo 12 della prima lettera ai corinzi, San Paolo parlerà chiaramente rispetto i doni. Visto che non mancava nessun dono in quella comunità, era possibile parlare di esse: “Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell’ignoranza”. (1 cor 12, 1).

    Loro avevano già i doni dello Spirito Santo, ma era necessario che lo conoscessero. Nel capitolo 14, San Paolo insiste: “Ricercate la carità. Aspirate pure anche ai doni dello Spirito, soprattutto alla profezia. (1 Cor
    14, 1)

    Il tuo fratello, Mons. Jonas Abib

     

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