Non avere paura di accogliere Maria

    Oggi, invita Maria ad entrare nella tua casa

    Il vangelo di Luca ci dice: “In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,39-43).

    È bastata la presenza di Maria perché sua cugina Elisabetta diventasse piena di Spirito Santo. Elisabetta non aveva modo di sapere che Maria era incinta: lo Spirito Santo glielo ha rivelato. Dunque, Elisabetta domanda come mai lei si meriti che la Madre del Signore venga a trovarla.

    Non avere paura di accogliere Maria, la Madre del Signore, nella tua vita. Non separare la Madre dal Figlio. Se Maria è la Madre del Signore, io devo venerarla. Lei è la Madre del mio Redentore. Maria è Madre e Maestra. Ci insegna il cammino da seguire. Alle nozze di Canna, Gesù ha onorato il quarto comandamento che ci dice: “onora il padre e la madre”.

    “Beata Colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,45-48).

    Io non ho paura di accogliere Maria nella mia vita, nella mia casa, nella mia famiglia, come Madre del mio Signore ed anche mia. Io proclamo che Gesù è il Signore ed al Suo nome ogni ginocchio si piega per terra.
    Oggi, invita Maria ad entrare nella tua casa.

    Dio ti benedica!
    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

     

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    Donna, sii strumento di Dio

    Il convivio con le donne ci aiuta a guardare le cose diversamente

    Oggi voglio raccontarvi quello che gli sposi Aquila e Priscilla hanno fatto nella vita di Paolo. Aquila, Priscilla e Paolo facevano lo stesso mestiere: erano fabbricanti di tende. Paolo è stato loro ospite diverse volte. È stato modellato nel suo carattere difficile dalla relazione con gli altri, come Priscilla e Aquila. Quello che riusciamo a vedere nelle sue prime lettere è un temperamento forte, che, strada facendo, si è trasformato in tenerezza e in un amore viscerale per gli altri.

    Posso affermare che il convivio con le donne ci aiuta a guardare le cose diversamente. Credo che Priscilla abbia inciso sul carattere di Paolo con il suo modo delicato e altruista. Chiedo alle donne di non lasciarsi trascinare da un temperamento femminile sbagliato, che cerca di omologarsi agli uomini.

    Il suo essere femminile è per cooperare con il Signore alla trasformazione del mondo. Sii come Priscilla per gli uomini della tua casa! Dio vuole la tua alterità per salvare gli uomini, la tua famiglia e tutti coloro che hanno bisogno della sua tenerezza e del suo modo di educare alla vita tutto tuo. Non mollare mai, prega Dio con lodi, inginocchiati davanti a Lui, perché ascolti la tua preghiera e attenda al tuo desiderio. Dio conta su di te!

    Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

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    Gesù è la vera gioia

    Per essere felice dobbiamo trovarci con il Signore

    Per vivere la nostra vita nella gioia dobbiamo far crescere le sue radici in Dio e nelle Sue cose. Quello che è temporaneo risulterà avere una gioia di breve durata e presto finirà. Tante volte, si vive una vita ridotta a gioie fugaci e finte. La vera gioia si trova oltre gli avvenimenti; non può essere acquistata né messa sulle spalle di un’altra persona. La fonte inesauribile della gioia è Gesù Cristo. Lui è la verità concreta! Lo vediamo costantemente nella vita di tanti santi, che hanno avuto la forza di proseguire perseveranti nelle loro battaglie anche di fronte alla persecuzione, con buon umore e sorriso continuo. Per loro, la gioia non si trovava nelle cose visibili, ma nel loro cuore, perché avevano trovato Gesù. Affrontiamo con il sorriso tutto ciò che la vita ci riserva per oggi! Buona giornata!

    Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

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    Sii una persona di fede!

    Gesù è nostra speranza di vita e gioia piena della nostra anima!

    L’unico modo di vivere in questo mondo è credendo. L’unico modo di contemplare la vittoria è riversare tutta la nostra fede nelle mani di Dio. Se abbiamo un buon cuore e una mente sana, avremo anche materia prima per credere nel Dio dell’impossibile, nel Dio dei miracoli.

    Se, invece, non deponiamo la nostra fede in Dio, non riusciremo. Fidandoci soltanto della provvidenza umana, la nostra rovina è sicura. Anche se penso di essere autosufficiente e di non aver bisogno di Dio, posso affermare che la garanzia di felicità e vita piena non si trova nell’intelligenza, nella professione o nei soldi. Puoi avere tutto quello adesso e, domani, niente.

    Come Isaia, dico: metti tutta la tua fiducia nelle mani di Dio. È Lui il nostro unico sostegno, la fede nel Nostro Signore Gesù Cristo. È Lui la nostra speranza di vita e gioia piena della nostra anima.

    Dio ti benedica!
    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Canção Nova

     

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    Aspettare nel Signore

    Lui può e vuole darci una vita assolutamente nuova

    Quando si aspetta in Dio, il Suo Spirito Santo ci fa raggiungere quello che in nessun altro modo sarebbe possibile. Quando un uomo spera in Dio, non c’è più niente che sia impossibile a lui. Quando un giovane è pieno di speranza, riesce fare delle cose incredibili. Quando marito e moglie sono pieni di speranza, non c’è niente che può distruggere la loro famiglia.
    Le persone rimangono in una famiglia oppure ritornano ad essa quando trovano lì la speranza di poter ricominciare. E questa speranza è Gesù.
    Sì! È possibile avere una vita intera nuova. Non c’è nessun male così grande, e nessun problema che Dio non possa schiacciare e fare a pezzi.
    Lui, con il potere dello Spirito Santo, può liberarci da tutti i mali e da qualunque carcere spirituale o di morte. Lui può e vuole donarci una vita assolutamente nuova.
    Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

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    È tempo de vita nuova!

    La battaglia per le nostre famiglie!

    I problemi che accadono alle nostre famiglie non sono soltanto naturali oppure umani.

    Siamo combattenti in un tempo difficile; i problemi che avvengono alle nostre famiglie non sono soltanto naturali oppure umani. Ci sono problemi, perché il nemico vuole distruggere la nostra casa. Un modo per farlo è seminare la rivolta nei nostri cuori. Rivolta contro i genitori, per esempio. Tu sei un innocente utile per i suoi progetti maligni. Non ci sono padri o madri che non sbagliano mai. Purtroppo, ogni figlio finisce ferito per qualcosa che i suoi genitori hanno detto o non detto. Oppure per qualcosa che hanno fatto, per diffidenza, delusione o per una parola della madre. Tante cose possono diventare brutte ferite, e tante volte ce le portiamo per tutta la vita. Il nemico crea in noi risentimenti, angoscia, fino a farci arrivare alla “rivolta”.

    Dopo qualche tempo, non ce la facciamo più a convivere con quella persona. C’è il desiderio di andare via di casa, di cercare nella strada, nel mondo, tutto ciò che non riusciamo trovare nella nostra famiglia. C’è chi cerca qualcosa di buono, come un gruppo di preghiera, il ministero della musica, una comunità, un gruppo di giovani, ma tutto questo per scappare, come via di uscita dalla propria casa in cui non supporta restare più. Quello che prima era risentimento, angoscia, irritabilità, diventa rabbia, rancore, rivolta. E, subito dopo, odio e vendetta. È come una malattia: se non è trattata in tempo, peggiora e diventa una malattia cronica. Bisogna riconoscere che questa è un’arma ingiusta utilizzata dal nemico per usarci come “innocenti utili” e distruggere le nostre case e le nostre famiglie.

    È lui che, vigliaccamente, istiga in noi tutti questi sentimenti cattivi, con l’unico scopo di fare implodere la nostra casa e la nostra intera famiglia. Dichiara subito che vuoi essere strumento d’amore e mai di distruzione a casa tua. Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib

     

    :: Forse ti piacerà!

    Famiglia: luogo del perdono

    Uomo, tu sei tu l’autore della tua famiglia

    Sii uomo di famiglia!

    Ho bisogno di parlare soltanto a noi uomini, specialmente a te che sei sposato, marito e padre di famiglia. Gesù, Figlio di Dio, coltivava una relazione d’amore tra padre e figlio. Gesù amava suo Padre, gli obbediva ed era a Lui sottomesso. Lui, infatti, è venuto non per fare la sua volontà, ma la volontà del Padre che è nei cieli.
    Nella tua condizione di peccatore, il Padre del cielo condivide con te la dignità di essere chiamato padre. Tu sei la testa della tua famiglia. Lui conta su di te.
    Tu, che sei sposato o ti senti chiamato al matrimonio, devi tenere presente questo: hai per vocazione la grazia di esercitare l’autorità. Tu sei il padre della tua casa e sei chiamato ad usare l’autorità di padre. Altrimenti nella tua casa regnerà il disordine.
    È anche vero che molte volte sono le mamme che esercitano l’autorità a casa, ma non dovrebbe essere così. Assumono l’autorità della casa per aiutare, ma l’autorità tocca agli uomini: al marito, al padre. È un dono di Dio, perché possano compiere la loro missione nella famiglia. La parola autorità deriva da “autore”. E tu sei l’autore della tua famiglia.
    E perché tu possa avere questa autorità, come dono, il nemico di Dio farà di tutto per distruggerti. Lo so che tante volte noi uomini siamo fragili, vulnerabili e deboli. Alle volte gli uomini si lasciano trascinare dall’adulterio e, alla fine, lasciano la casa e la famiglia proprio perché sono tentati di abbandonare il progetto di Dio nella loro vocazione di padre, loro che sono il sostegno della famiglia.
    Oggi Dio ti chiede: convertiti! Se tu sei sulla strada sbagliata, in una vita di errori e peccati, ama quello che hai di più prezioso. Prendi in mano l’autorità che Dio ti ha donato e sostieni la tua famiglia. In fin dei conti, sei un uomo oppure no?
    Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

    :: Forse ti piacerà

    7doni in 3 mosse – Sapienza

     

    Quaresima: tempo di conversione e intimità con il Signore

    Nella quaresima Dio ci chiama alla conversione e alla intimità

    Oggi la Chiesa ci offre un tempo privilegiato per prepararci: la Quaresima. Siamo invitati a percorrere una strada verso la conoscenza più profonda della persona di Gesù. In questo periodo quaresimale, abbiamo l’opportunità di arrivare ad un’ulteriore intimità con il Signore. Dico ulteriore, perché ogni anno la Chiesa non ci propone un esercizio spirituale ripetitivo, che ci permetta dire: “Ancora una volta in Quaresima!”, come se ogni anno la proposta fosse vivere come gli anni precedenti. Direi di no!
    Quest’anno abbiamo una nuova occasione di conoscere ancora di più la persona di Gesù Cristo e così sforzarci in modo deciso di corrispondere al Suo infinito Amore per ognuno di noi. Amore di croce, di consegna al Padre e di infinita solidarietà con l’essere umano, peccatore e povero. L’obiettivo più importante di questo periodo quaresimale è che possiamo raggiungere soltanto una vita più santa.
    Dunque, invito ognuno di voi, fratelli e sorelle, anche compagni missionari, ad un sforzo per non essere declassificati in questo cammino verso la santità. Facciamo bene il nostro cammino cominciando con la Quaresima: il nostro percorso è la stessa vita di Gesù Cristo, e la nostra meta finale è il cielo.
    Dio ti benedica!
    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Cançao Nova

     

    :: Forse ti piacerà

    Cos’è l’esame di coscienza?

    Perché Gesù non è ancora venuto?

    Dio vuole rendere più lungo possibile il tempo della grazia!

    Sono tanti a farsi questa domanda: perché il Signor non viene subito? Perché ci mette tanto tempo per tornare? La risposta è semplice: perché Lui vuole rendere più lungo possibile il tempo della grazia affinché nessuno perisca.
    Dio ritarda la Sua venuta per aspettare, donando un tempo di misericordia, affinché tutti i suoi figli si convertano e cambino la loro vita. Il tempo della grazia si prolunga in modo che vi sia più tempo per la conversione.
    Possiamo domandarci cosa sarebbe accaduto, se il Signore fosse venuto prima della nostra conversione?
    Sono certo che Lui verrà e ci salverà. Verrà il giorno della giustizia e della pulizia: il grandioso e timoroso Giorno del Signore.
    Se proclamiamo un anno di grazia di nostro Signore, proclamiamo anche un giorno di vendetta del nostro Dio. Dopo la pulizia della terra, il Signor verrà per fondare il Suo Regno che non avrà fine.
    Ci prepariamo a questo giorno!
    Dio ti benedica!
    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib – Fondatore della Comunità Canção Nova

     

    :: Forse ti piacerà

    Serie Avvento- Parte III – Maranathà! Vieni Signore Gesù!

     

     

    Imparando da San Giuseppe

    San Giuseppe il formatore di Gesù!

    Essere padre è qualcosa di più che fecondare la sposa e fare un figlio. Bisogna educarlo, istruirlo. Giuseppe è stato scelto da Dio ed ha compiuto pienamente la missione di “essere padre” di Gesù Bambino. Per crescere un figlio, la figura paterna è imprescindibile. Nonostante l’innegabile importanza di Maria, che è stata quella che ha cooperato di più con il progetto divino di salvezza, San Giuseppe è stato lo stampo, la forma, in cui Gesù si è formato. Nella Comunità Cançao Nova c’è un’immagine della Sacra Famiglia che è stata ricavata da un tronco d’albero. L’artista ha lavorato quell’opera piano piano, fino ad arrivare alla forma delle tre persone: Gesù, Maria e Giuseppe. Dopo di che, l’ha fatta diventare ancora più perfetta secondo la sua abilità.

    Quello che è venuto fuori è stata una vera “copia della Sacra Famiglia”. Posso affermare, senza paura, che Dio Padre ha formato suo Figlio nella forma, nello stampo che è stato Giuseppe, proprio per stampare sull’umanità di Gesù la sua immagine e somiglianza. E per fare che Giuseppe fosse quella forma, quello stampo giusto, Dio gli ha dato Maria come moglie. Dunque, per volontà del Padre, Maria ha formato Giuseppe in modo che fosse lui il formatore di Gesù. Maria è stata strumento di Dio per la santificazione di Giuseppe, è stata ausiliatrice sua nella missione di formare Gesù. Dio ti benedica!

    Tuo fratello, Mons. Jonas Abib

     

    :: Forse ti piacerà

    Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B)