Un cristiano senza speranza è infelice e frustrato

    La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo

    La fede è come un generatore di energia elettrica: mentre è in azione, l’energia scorre. Nel momento in cui il generatore perde il suo ritmo, la luce comincia a diminuire fino a sparire. Il nemico sta attaccando il nostro generatore: la fede.

    L’incredulità è un virus ad alto rischio. Quando la preghiera diminuisce, perdiamo la fiducia in Dio, nella sua Divina Provvidenza, e lasciamo da parte la gioia e la speranza. Un cristiano senza speranza è infelice e frustrato. Voglio invitarvi da oggi a cercare la vostra pace.

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

     

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    La forza viene dallo Spirito Santo

    Il dinamo è lo Spirito Santo che sta in me

    “Dinamo” in greco vuol dire “Quello che produce la forza”. Lo Spirito Santo è Colui che ci da la forza. Tu puoi affermare: “Per Grazia di Dio io ho chi produce forza dentro del mio cuore; il dinamo, questo è, lo Spirito Santo che sta in me”.

    In questi più di trent’anni lavorando tramite la predicazione, radio, TV, internet e altri mezzi di comunicazione, ho imparato che un ripetitore accesso deve emettere la sua forza, e se non lo fa, esplode, perché è un produttore di energia, che va in onda. Allo stesso modo chi ha ricevuto questo “dinamo”, che è lo Spirito Santo ha bisogno di spargere questa energia. Una volta che esso sta in noi, questa energia ha bisogno di essere trasmessa, altrimenti possiamo “esplodere”.

    Non possiamo tirarci fuori; questo e per te che hai i tuoi errori, i tuoi difetti , le tue qualità. Non ci illudiamo, noi siamo circondati di pagani da ogni parte, dobbiamo raggiungerli ed evangelizzarli. Questo ci costa Sangue, lacrime, lavoro, io dico alla mia comunità: abbiamo bisogno di dare la vita per questo! Abbiamo bisogno di dare la vita, abbiamo bisogno di essere sale, abbiamo bisogno di preservare il nostro carisma e la nostra missione, dare la vita, perché il Signore ha voluto averne bisogno del nostro carisma.

    Canto Nuovo, tu hai bisogno di dare la vita per questo carisma!

    Il tuo fratello Mons. Jonas Abib

    Per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura

    La cosa bella è che per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura

    Molte volte pensiamo che Dio può fare cose buone solo con i buoni, con coloro che sono “precisi”. Ma non è cosi, il Signore si dirige anche dove c’è il fango per tirare fuori da lì i suoi figli e rifarli.

    Forse tu sei uno di coloro che non crede più e pensi: “Dio può cambiare la vita di tutto il mondo…la mia No. Sono arrivato ad un punto tale che non c’è modo”.

    Oggi Dio ti sta dicendo: “Io posso cambiarti. Io voglio cambiarti. Basta che tu lo voglia. Basta che tu glielo permetta”.

    Tu sei la ricchezza di Dio! Ma purtroppo, per mille motivi, hai intrapreso la strada sbagliata. Questo mondo è ingrato finiamo essendo rigettati. Tu servi al mondo, ti consumi servendolo, pensando che ora, esso ti darà tutto quello che ti ha promesso…Ma ciò che il mondo fa è relegarti e buttarti nel cassonetto della spazzatura.

    La cosa bella è che per Dio non esiste il cassonetto della spazzatura. Quando il mondo al quale hai servito ti ha buttato via, Dio riprende quello che il mondo ha disprezzato facendolo diventare suo figlio. Questa è la ricchezza del Signore.

    “Tu avrai una grande ricchezza se avrai il timor di Dio, se rifuggirai da ogni peccato e farai ciò che piace al Signore Dio tuo”. (Tob 4, 21B)

    Il tuo fratello, mons. Jonas Abib

     

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    Il centro del lavoro quotidiano è Gesù

    È proprio così. Lui ci ascolta sempre!

    Abbiamo sentito tante volte questo brano evangelico, in cui Gesù non rimprovera Marta per i suoi affari, ma per il fatto di essere dispersa nel giudicare sua sorella, che era ai piedi del Maestro. In tutti quegli affari, l’unica cosa che Marta non aveva in mano era la sua integrità interiore. Il centro non era Cristo, erano le cose, le molte cose. Per questo l’agitazione, gli affanni insopportabili e, può darsi, anche la gelosia e un senso di giustizia accurato.

    Credo che anche noi in alcune occasioni, invece di fare bene il nostro lavoro e mettere Cristo al centro delle nostre attività, mormoriamo contro quelli che sono incentrati su un’unica cosa necessaria. La miglior parte è certamente il Cristo, ma lo possiamo anche trovare lungo la giornata nel nostro lavoro. Qualche giorno fa ho letto che Teresa d’Avila era in estasi mentre cucinava. Certo, mi puoi dire che lei era una mistica e va bene, perché lo era, ma questo avvenimento ci insegna che possiamo trovare il modo di parlare con Dio in ogni momento della nostra giornata. Il Salmo dice: “Lui è vicino a chi lo invoca”. È proprio così. Lui ci ascolta sempre.

    Preghiamo insieme: Gesù, oggi ho tanto lavoro da fare, ma vorrei farlo mettendoTi al centro di ogni cosa e in questa maniera fare bene tutto ciò che mi sono organizzata di fare. Vorrei essere nel centro della Tua volontà ed essere capace di trovarTi nei fratelli e servirli con amore e generosità. Amen!

    Cristiane Monteiro – Comunità Canção Nova 

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    Nell’avventura della compassione

    Nell’avventura della compassione si deve mettere il cuore in tutto quello che si fa

    Chi è il mio prossimo? (Lc 10,2). Questa domanda, fatta a Gesù nel racconto del Buon Samaritano, adesso è rivolta a noi. Chi è il mio prossimo oggi? Chi è la persona mezza morta sulla strada della mia vita? Che personaggio sono mentre cammino? Credo che oggi il mondo abbia bisogno di avventurarsi nella sfida della compassione, nel sentire l’amore viscerale per tutti coloro che necessitano di cura, di sollievo e di uno sguardo pieno d’amore.

    L’amore si fa vicino. Non si può amare da lontano, facendo riferimento alle teorie. L’amore sporca le mani, cura le ferite, si fa carico, perde anche denaro… e fa di più. Non abbandona né l’infortunato e nemmeno dimentica che è in viaggio. La persona che ama sa dove arrivare. Usare misericordia è mettere il cuore in tutto quello che si fa. Ti auguro che in questa giornata tu abbia l’opportunità di incrociarti con qualcuno bisognoso dell’amore e dall’affetto di Dio.

    Preghiamo insieme: Signore Gesù, insegnami ad avere le attitudini del Buon Samaritano. Che io sia capace di vedere le difficili situazioni, in cui si trovano amici, parenti, colleghi di lavoro, e tutti coloro che sono sul mio cammino. Non lasciare che il mio cuore sia indifferente, freddo o troppo piegato ai miei falsi schemi. Signore, vorrei essere prossimo, avvicinarmi a tutti coloro che si troveranno sulla mia strada quest’oggi.

    Cristiane Monteiro – Comunità Canção Nova

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    Non guardare in dietro, guarda Gesù

    Tutto ciò che è rimasto dietro bisogna lasciarlo nel cuore di Dio

    Adesso è il tempo della grazia, il tempo opportuno. Tutto ciò che è rimasto dietro bisogna lasciarlo nel cuore di Dio. Non guardare in dietro, non rimanere lamentandoti, non rimanere con gli occhi rivolti soltanto verso i problemi. Guarda il Signore. Gli occhi suoi sono rivolti verso te e verso la tua casa.

    Nel numero 83 del suo diario, suor Faustina riporta ciò che lo stesso Gesù gli dice riguardo il significati della sua Misericordia in questi tempi: “Scrivi questo: prima di venire come giusto giudice, vengo come re di misericordia” (…)”. Il Signore vuole raggiungere ciascuno personalmente, penetrare nella nostra coscienza ed il cuore con questa grazia straordinaria della divina Misericordia, capace di trasformarci in uomini e donne nuove.

    Il Signore non vuole più che guardiamo i nostri peccati neppure al passato. Lui ci chiama affinché siamo adoratori perché potessimo esperimentare la divina misericordia. L’adorazione non è per coloro che sono perfetti neppure per coloro che sono già arrivati ad un alto grado di santità. L’adorazione è per noi, peccatori, che sentiamo il peso del peccato in noi. San Paolo diceva che sentiva il peccato nelle sue due nature, due forze che s’interponevano dentro di lui: “infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Rm 7,19). Questo grande apostolo non era uno appena convertito quando scrisse la lettera ai romani. Aveva già sofferto molto per Cristo, e anche trasformato a motivo suo, e proprio cosi sentiva ancora dentro di lui quella lotta che avviene in tutti noi.

    Davanti a tutta la grandiosità che ci viene presentata da Dio ora, è necessario aprire il cuore per vivere un tempo nuovo. Il Signore ci ha promesso: “Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io ho scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore”. (2 Cr 7, 15-17). Grazie Signore, perché mi rivolgo a te ed il tuo amore mi coinvolge e la tua Divina misericordia mi rinnova e salva.

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

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    Aspiriamo alle manifestazioni spirituali

    Tu non puoi negare il potere dello Spirito Santo, quindi aspiriamo alle manifestazioni spirituali

    Il Signore sta alla porta. Lui è molto vicino, proprio molto vicino. Certo che per Dio mille anni sono come un giorno solo, e un giorno e come mille anni. Per quello è che si fa necessario che stiamo sufficientemente convertiti. E in quanto attendiamo la manifestazione del nostro Signore Gesù Cristo, abbiamo bisogno dei dono dello Spirito per la nostra trasformazione personale. La fidanzata ha bisogno di essere preparata per quando lo sposo sta per arrivare. La fidanzata è la Chiesa, la fidanzata siamo noi. La fidanzata non è una persona, la fidanzata è un corpo. La fidanzata siamo noi che siamo stati raggiunti per strada e portati alla sala del banchetto. Dio è andato a cercarci nei crocicchi della vita e ci ha portati alla sala del banchetto di festa del suo Figlio, che sta per arrivare. Siamo la fidanzata che attende lo sposo.

    Ci sono ancora molti fratelli per strada. Siamo inviati a cercarli; questo è il nostro lavoro: andare e tornare. Siamo nella sala abbiamo già un posto garantito. Il nostro lavoro è andare e tornare, portando fratelli alla sala del banchetto, affinché tutti quelli che sono del Signore e desiderano accettare il suo invito vengano. Facciamo questo lavoro per i nostri fratelli schiacciati e feriti, legati, prigionieri, schiavizzati dal nemico. Schiavizzati ad ogni tipo di peccato, vizi e prigioni. Prigioni della mente, dei cuori, dalla incredulità. Affinché loro possano vedere sono necessari dei doni, e tutti i doni dello Spirito Santo. I dono sono strumenti con i quali liberiamo i nostri fratelli.

    I doni sono strumenti. Nella nostra stessa casa ci sono persone che muoiono di sete, sete di Dio. Persone morendo di fame, fame di Dio. Persone della tua stessa casa, che forse dorme nel tuo stesso letto. Che dorme insieme a te, ma sta morendo di fame, di sete del Signore. Noi non possiamo negare il nostro aiuto a questi fratelli. Tu non puoi negare il potere dello Spirito Santo alla tua sposa, ai tuoi figli, ai tuoi genitori, a tua madre; loro hanno bisogno di Lui.

    Non sarà possibile liberare i nostri fratelli soltanto con il nostro lavoro, neppure con la nostra esortazione. Se non è per la forza dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo, non riusciremo. Nel capitolo 12 della prima lettera ai corinzi, San Paolo parlerà chiaramente rispetto i doni. Visto che non mancava nessun dono in quella comunità, era possibile parlare di esse: “Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell’ignoranza”. (1 cor 12, 1).

    Loro avevano già i doni dello Spirito Santo, ma era necessario che lo conoscessero. Nel capitolo 14, San Paolo insiste: “Ricercate la carità. Aspirate pure anche ai doni dello Spirito, soprattutto alla profezia. (1 Cor
    14, 1)

    Il tuo fratello, Mons. Jonas Abib

     

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    Nessuno è una pecora nera

    Nessuno della tua casa, che sta vicino a te è una pecora nera

     

    Per capire e accogliere la volontà di Gesù, è necessario avere un cuore evangelizzato e guarito, perché molti re potenti vollero vedere e non videro. Perciò chiedi al Signore “ venga a noi il tuo regno affinché sia impiantata in mezzo a noi”. Dobbiamo migliorare molto, ma il mondo nuovo non sarà soltanto risultato del nostro sforzo, ma dalla venuta del Signore.

    Per quello è necessario seminare un campo nuovo, e questo campo è la tua casa. Ora se tu non vedi i“frutti” del tuo lavoro, vai “raccoglili nel cortile” delle altre persone, perché il Signore provvederà qualcuno per prendersene cura del cortile della tua casa, affinché nessuno dei frutti si perda. Dio Padre non butta nessuno nella spazzatura. Nessuno della tua casa, che sta vicino a te è una pecora nera, forse è soltanto una pecora smarrita, dalla quale il Signore avrà cura, perché il Regno di Dio è vicino. Soltanto dipende da noi, se facciamo le cose giuste, accadrà.

    E’ per quello che stiamo invocando in questo tempo: “Vieni Signore Gesù, in primo luogo nella mia vita, nella mia casa, nella mia famiglia. Vieni nel mondo intero perché noi quasi non c’è la facciamo più, ma abbiamo la speranza che il Signore tornerà. Vieni presto Signore Gesù”.

    Gesù, dacci la fermezza degli apostoli. Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo!

    Il tuo fratello,

    Monsignor Jonas Abib

     

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    Abbiamo bisogno degli angeli

    Dio ci ha circondati di angeli

    In questa battaglia in cui viviamo siamo già vittoriosi. Peccato che noi cristiani non guardiamo questo e ci fermiamo ai problemi, alle difficoltà. Non illudiamoci: battaglia è battaglia! Figlio mio, è meglio che tu accetti che questa vita è una “vale di lacrime”, che vivere nell’illusione. La Chiesa vuole sottolineare in noi la vittoria del Signore.

    Gli rimane poco tempo al demonio, per quello è furioso, perché la vittoria è di Gesù, e la sua chance è finita, ma lui è cattivo e, anche quando sa di essere vinto, viene con tutte le sue forze verso di noi, la lotta non finirà. Perciò abbiamo bisogno degli angeli.

    Dio ci ha circondati di angeli. In questo giorno di adorazione eucaristica, gli angeli sono con noi adorando il Signore. Abbiamo bisogno di loro, della loro intercessione, loro lottano con noi. Nel tuo lavoro, nella tua famiglia, Dio ha messo vari angeli. Tuttavia e purtroppo vogliamo lottare da soli e cosi come esistono miriadi di angeli, ci sono tanti demoni perciò da soli non riusciremo a vincere.

    Perché noi siamo del Signore, siamo obiettivo del nemico, per quello abbiamo bisogno degli angeli . Questo è il giorno per unirci a loro, cercando la loro presenza e i loro aiuto. Tu, il tuo figlio, il tuo matrimonio, la tua famiglia, il tuo lavoro, il tuo apostolato.

    Abbiamo bisogno degli angeli

    E’ una battaglia che gli angeli affrontano, perché il demonio sa che gli rimane poco tempo. E’ importante che abbiamo questa convinzione che Dio ha inviato angeli per proteggerci. E’ una battaglia nella quale nulla possiamo da soli. Grazie Signore, perché loro sono con noi! Signore, aumenta la nostra fede!

    Preghiamo insieme:

    “Angelo del Signore, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere ed amico fedelissimo, a Te io sono stato raccomandato, per la bontà del Si-gnore, dal giorno in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza ti debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino! Aiutami a ricordarmi dei miei doveri di cristiano. Infondimi amore alla preghiera e allontana da me tutte le tentazioni.”

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

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    La partecipazione di Dio nel matrimonio

    Dio ha fatto una alleanza con voi sposati, per questo Lui c’è una partecipazione nel matrimonio

    Il Signore si ricorda dell’alleanza che ha fatto con noi. L’alleanza che Dio ha fatto con voi sposati è tutta speciale. Dio, che è il creatore, che ha creato tutto, decise di creare un altro essere umano con la partecipazione di voi due.

    La partecipazione del Signore nel matrimonio e qualcosa di sacro. Fu Lui che fece questa alleanza con te uomo e con te donna, affinché continuassi a creare tramite voi. Tra milioni di spermatozoo, appena uno è fecondato. Noi siamo scelti in modo speciale da Dio. Tu sei unico. Quella figlia tua è unica, per quanta delusione lei ti abbia dato cosi come alla società. Dio la vuole. Lo stesso vale per tutti.

    Non è esistito e non esisterà nessuno uguale a te. Tu sei unico. Il Signore si ricorda sempre dalla alleanza che ha fatto con te. E quando qualcuno è adultero, in primo luogo, diviene infedele nei confronti diDio. Lo stesso vale per gli altri peccati. Pensa in questo. E’ tempo di cambiamento. E’ tempo di Grazia! E’ tempo di tornare a Dio di cercare le cose di lassù.

    Vieni Signore Gesù!

    Il tuo fratello, mons. Jonas Abib

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