Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.

    Intanto che i malati saranno malati, l’ospedale ci sarà.

    L’ospedale perfetto non manda via il malato, perché è malato. L’ospedale perfetto non è quello nel quale il sano rimane, e il malato perché malato viene mandato via. Purtroppo, c’è chi fa questo. Per quello mi sento nel dovere di dire a chi fa questo: quella non è la chiesa di Gesù.

    Se tu cerchi tale “chiesa perfetta” , io ti dico: quella non è la chiesa perfetta. La chiesa perfetta è uguale all’ospedale perfetto. Perché l’ospedale perfetto ha sempre le sue porte aperte per il malato (mentre la persona sarà malata c’è un letto a disposizione, un trattamento adeguato; e se per caso, lui ha una ricaduta la prima cosa che l’ospedale fa e di riaccoglierlo). L’ospedale perfetto è quello che riaccoglie coloro che ricadono.

    Ospedale che “custodisce”! E’ in quell’ospedale che io desidero rimanere, perché sono “custodito” anch’io. Noi dobbiamo rimanere in esso, perché Maria, la madre di Gesù, la grande infermiera di Dio, ci sta custodendo. “il suo ospedale” rimarrà pieno di custoditi. Se tu sei disposto a rimanere in esso, rimani! Caso contrario, cerca altro. So solo di doverti dire. La Chiesa di Gesù è questa nella quale noi, grazie a Dio, ci siamo e in essa rimarremo.

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

    Perché viviamo uniti?

    Il processo di evangelizzazione è processo di fermentazione.

    Si evangelizza per “contagio”. E per quello è necessario essere “lievito” del vangelo al punto giusto affinché, nel contatto con le persone, possiamo “contagiarle” col vangelo stesso. Perciò, quando ciascuno si dispone a vivere il vangelo, finiamo evangelizzandoci gli uni gli altri, contagiandoci.

    Il vangelo non si trasmette con l’insegnamento accademico. Non è una persona che, come il professore insegna all’altro, neppure sono come i libri che ci insegnano. Il vangelo è vita e, perciò, si trasmette con la vita. Quando un gruppo si propone di vivere il vangelo, il modo migliore per raggiungere questo obbiettivo è vivere uniti.

    Attenzione: non è semplicemente vivere in unità, bensì “vivere insieme con il proposito di vivere il vangelo”

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

     

     

     

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    Il Signore vuole rafforzare la tua fede

    Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

    “(…) Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia. Udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. (Mc 5, 21-25ss).

    “Si getto ai suoi piedi” vuol dire prostrarsi ai suoi piedi. Quell’uomo si trovava davanti ad un caso impossibile, era la sua bambina che era tanto malata. Qui pero c’è anche un altro caso: Una donna che era malata da 12 anni. Vedi la fede di queste persone che appena avevano sentito parlare di Gesù, poiché non lo conoscevano. Perciò, presentagli il tuo caso impossibile, e il Signore che ti dice quello, oggi, perché io sono appena un portavoce. Metti allora ai piedi di Gesù tutto quello che hai già vissuto. Fratello mio oggi il Signore vuole rafforzare la tua fede. Forse tu ti sei abituato , forse tu non credi più, ed e lì il disastro. La grande guarigione che il Signore desidera realizzare e restituirti la fede.

    Questa parola che oggi stiamo leggendo sta facendo il suo effetto ora, sta accadendo là con quella donna, con quella bambina e qui sta avvenendo in te. Fratelli mie quella emorroissa neppure tocco Gesù, lei ha toccato soltanto l’orlo del suo mantello. Vedi: Cristo ti sta toccando sta toccando nella tua malattia o in quella persona per la quale tu stai chiedendo. Mentre la donna raccontava al Signore la sua storia, arrivò qualcuno con la notizia che la figlia di Giairo era morta. Immagina quello che sarà passato nel cuore di quest’uomo. Ma ascoltando Gesù la notizia, gli disse: “non aver paura tu continua solo a credere”

    Gesù aveva bisogno di allontanarsi di quella folla, aveva bisogno soltanto di persone di fede vicino a Lui. La notizia fu chiara ma c’era la voce del nostro Signore che diceva: “non aver paura tu continua solo a credere!” Fratelli miei, in quel momento Giairo non poteva udire la voce della logica, che era la voce delle persone che gli avevano detto: “ non disturbare più il maestro, torna a casa tua” Ma era un altra voce che era la parola del Messia, ed è lì la cosa più importante. E’ chiaro che nelle questione umane noi dobbiamo udire la logica, ma nelle questioni di fede non possiamo ascoltare la logica. E’ il momento di ascoltare, di custodire, di lasciare che la Parola di Gesù abbia il suo effetto.

    Immagina questa scena, Gesù prese la mano di questa fanciulla e disse: “Talità kum!” e la fanciulla immediatamente si alzò e si mise a camminare. Nonostante dentro di Giairo passassi tanti sentimenti, la voce di Cristo risuonava dentro di lui ed egli ebbe fede. La soluzione dei nostri problemi sta nel nostro Signore Gesù Cristo.

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

     

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    Gesù ha cambiato la mia vita

    Nella sofferenza i miei occhi si sono aperti verso Dio

    Cosa il Signore non fa nella vita di cui si lascia trovare da Lui?

    Come ho già detto, fu nella sofferenza, quando sono diventata vedova, che il Signore è entrato nella mia vita, per sempre. Ho avuto bisogno di vivere quell’esperienza per cominciare a capire: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore” (Gr 17,5).

    Dio mi ha sorpreso nella mia impotenza davanti al dolore, all’ illusione di aver trovato la piena felicità in qualcuno, di carne e ossa, cosi come me. Quello che mi è successo è stato come se fossi stata colpita dallo spavento e poi mi sono svegliata.

    Nella sofferenza miei occhi si sono aperti verso Dio e, in Cristo Gesù, pian piano, ho trovato le risposte che tanto cercavo.

    Così ho iniziato un lungo percorso di conversione personale.

    Dio mi ha riempito ogni spazio vuoto, mi ha concesso la grazia di ritrovare me stessa e anche ai miei fratelli. Provo ogni giorno l’effusione dello Spirito Santo che mi trasforma quotidianamente e mi porta al desiderio di essere agente trasformatore del mondo.

    Gesù, io confido in Te!

    Luzia Santiago – Cofondatrice della Comunità Cançao Nova

     

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    L’adorazione ci libera dalle sequele del male

    Fu Giosuè e non Mosè chi introdusse il popolo d’Israele nella terra promessa.

    Quella terra era popolata per un popolo che pattinava ogni tipo di idolatria, che aveva molti dei, amuleti, culti, pratiche e sacrifici pagani. Lui riunì tutto il popolo per avere la certezza dopo che lui morisse, questo non si fosse più mischiato con i pagani di quel posto.

    Giosuè parlò al popolo affinché fossero pienamente del Signore loro Dio! “scegliete oggi chi desiderate servire” Era ora di decidere, e il fedele compagno di missione di Mosè non voleva che il popolo scelto avesse le pratiche del popolo idolatra. Gli dava loro la libertà di scegliere. Loro non sarebbero più rimasti con mezzi termini. “Io e la mia casa, la mia famiglia serviamo il Signore”. Con queste parole lui non soltanto gli chiese di scegliere, ma dichiarò che Lui e la sua famiglia avrebbero servito il Signore.

    E quello che anche te decidi? E’ proprio quello ciò che il tuo cuore ha accolto? Forse tu non capisci bene o hai ancore delle domande, ma non sono io, è Dio che desidera che tu oggi prenda una decisione. Può essere che molti di noi abbiamo operato nelle tenebre. La Parola di Dio ci dice che sono opere che non portano frutto. Esse sono come zizzania, solo hanno apparenza, ma sono sterili. E oggi il Signore ci sta dando questa disposizione: non abbiate complicità nelle opere improduttive delle tenebre. Per il contrario, condannatelo apertamente”.

    E’ necessario dire e seguire la verità: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. E san Pietro dirà: “Solo in Gesù Cristo c’è la salvezza”. E’ necessario che tu dichiari questo.

    E’ nell’orazione e nell’adorazione al Santissimo Sacramentato che si guarisce, perfino delle sequele di quelle pratiche. Io sto dichiarando: tu hai bisogno di cercare la liberazione di quelle sequele. Io so che non pratichi più quelle opere del maligno, ma rimangono le sequele e tu hai bisogno della adorazione per essere guarito. Là nel sacrario c’è Gesù, nell’ostia consacrata. Là, Lui continua nello stesso atteggiamento del calvario mettendo il suo sangue a disposizione. Quando tu rimani davanti a Gesù nel sacrario, anche se tu non hai parole, lui realizza la guarigione.

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas Abib

     

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    Gesù è il nostro tesoro

    Devo vivere ogni giorno, ogni momento, come se fosse l’ultimo

    Non possiamo più correre dietro all’oro, come una caccia al tesoro, solo per arricchirci di beni materiali, ed avere sicurezza agli occhi di questo mondo.

    Se lavoriamo, il nostro lavoro deve essere un aiuto a costruire il Regno di Dio su questa Terra. Non andremo a lavorare per riempirci di ricchezze, per dare da mangiare alle nostre carenze, per possedere di più.

    Se qualcuno si sposa, che non sia per aggiustarsi la vita appoggiandosi all’altro e compensando alle sue frustrazioni. Se qualcuno decide di lavorare, di sposarsi, è per la gloria di Dio. Perché non si sa l’ora né il giorno in cui il Signore arriverà.

    Prego Gesù che ci apra gli occhi!

    È molto significativa per me questa frase: “Nessuno sospettava niente.” La lascio sempre sottolineata nella mia Bibbia per non dimenticare: senza che nessuno sospettasse, arrivò il diluvio che ha portato tutti con se, e cosi sarà anche la venuta del Figlio del Uomo.

    Devo vivere ogni momento come se fosse giunta l’ora della venuta del Signore.
    Questo atteggiamento chiede pazienza e intimità con Dio, preghiera, sintonia con Lui.

    La pazienza ci porta ad avere costanza davanti alle avversità. Una vita orante ci porta alla fermezza di cuore.

    Gesù, io confido in Te!

    Luzia Santiago – Cofondatrice della Comunità Cançao Nova

     

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    CATEGORY : Gocce di Vita

    Cos’è la Santità?

    Vogliamo essere Santi ma non siamo misericordiosi davanti alle debolezze dei nostri fratelli.

    Ipocrita è colui che nell’agire, tradisce il proprio pensiero non è coerente col proprio pensiero. Possiamo paragonarlo ad un cieco: giudica e poi cade nel suo giudizio. È quello il rischio della infedeltà.
    Vogliamo la Santità ma non abbiamo misericordia davanti alle debolezze dei nostri fratelli. Parliamo di Santità, ma non ci piace ascoltare chi ci parla del nostro egoismo.

    C’è tanta gente che recita il rosario durante tutta la giornata e pensiamo che quella è santità. Anche noi che partecipiamo alla Santa Messa ogni giorno pensiamo che sia santità.

    Altri che si confessano due, tre volte al mese e penseno che quella è la via della santità.
    Certo, è anche quello. Invece cos’è la vera Santità che attende la venuta del Signore? Essere vigile, praticare atti d’more quando non si ha voglia di farlo. Invitare una persona ad entrare nella nostra casa anche quando nostra avremmo voglia di lasciarla fuori dalla nostra porta. Santità è accogliere, sopportare con pazienza. Amare.

    Se Gesù arrivasse proprio nel momento in cui stai litigando con qualcuno con Lui, secondo te, Lui ti appogerebbe?
    Cerco di fare sempre questo esercizio: ogni volta che provo qualche sentimento negativo, rabbia ad esempio, penso: se Gesù viene oggi, mi trova preparato per andare con Lui? In ogni circostanza che viviamo noi dobbiamo sempre pensare: se Gesù arrivasse adesso?

    Luzia Santiago – Cofondatrice della Comunità Cançao Nova

     

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    Siamo fatti per Amare

    Per amare nella vita, bisogna essere umili.

    Il motivo della nostra esistenza è Amare Dio con impegno totale, relazionandoci con i nostri fratelli tramite gesti ispirati dall’Amore.

    Agli occhi di Dio, se non c’è una vera partecipazione al Suo Amore che si manifesta attraverso il servizio, quello che crediamo Amore, rischia di essere , in realtà, vera illusione.

    La prima conversione è semplice. La seconda è più impegnativa: “non cercate, egoisticamente i vostri interessi”. Rinunciando a quello che ci piacerebbe avere, faremo qualcosa per il bene dei fratelli.

    È l’Amore che “non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.” (1Cor 13, 5-7). Per amare nella vita, bisogna essere umili.

    Bisogna perdonare tante volte e chiedere perdono ogni giorno, a tutte le ore, in ogni momento  sia necessario, sempre attraverso l’Amore di Dio.

    Ti invito a fare la esperienza d’Amare oggi. Cosa ne pensi?

    Gesù, io confido in Te!

    Luzia Santiago – Cofondatrice della Comunità Cançao Nova.

     

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    ::L’alimento della vita eterna

    :: Con Maria La vittoria è certa!

    Soltanto al Signore adoreremmo!

    “Sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto”. (Daniel 3, 17-18).

    Il Re Nabucodonosor rimasse furioso con la  fermezza ed il coraggio di questi giovani giudei che si ricusarono di adorare una immagine fatta d’oro, dovuto a questo mandò accendere una fornace per gettarli là dentro. Per tre giorni le guardie rimassero guardando che i ragazzi rimanevano illesi, e videro pure che c’era un altro giovane con loro. Il re quando fu informato di tutto ciò, si recò là e vide che tutto era vero. Era un angelo del Signore che fu inviato ai giovani.

    Questo passaggio ci mostra che, sempre di più siamo prossimi alla venuta del Signore, ma pure dell’anticristo che gli precederà, e vorrà governare il mondo intero e che adoriamo la sua “statua”. D’allora, Dio ci sta preparando affinché nessuno di noi cada in nessuna tentazione.

    Abbiamo bisogno di rimanere fermi, il Signore  custodirà i suoi. Oggi è il giorno per ricevere da Lui questa verità, specialmente tu, giovane, hai bisogno di addestrarti ed essere fermo. Tu non sei stato fatto per fare caos dove ti trovi, ma per essere forte, coraggioso, fermo, come quei giovani riportati nel libro di Daniele. Perché? Perché il mondo ha bisogno di cristiani. Abbi la certezza che non è essendo uguale a tutti quanti che tu salverai coloro che ne hanno bisogno, ma proprio essendo diverso.

    Il tuo fratello,
    Mons. Jonas Abib

    Reale – Dove abiti (Official Video)

    Con Maria La vittoria è certa!

    Per poter avere la vittoria, noi abbiamo bisogno di stare dalla parte della Madonna.

    La nostra generazione è terribilmente colpita dal nemico di Dio. Il demonio, sapendo che gli resta poco tempo, attacca tutta la nostra generazione. Per questo motivo è in atto la battaglia tra la Donna e il drago.

    Parlare, nei tempi che corrono, della devozione alla Madonna, non è parlare di qualsiasi “devozione”, no! Si tratta di una questione di guerra, lo stesso Dio ha costituito il suo esercito. Lui stesso a consegnato il comando ad una Donna: La Vergine Maria. Quella donna che è vestita di sole. Ha una corona di dodici stelle, e ha la luna sotto i suoi piedi. Lei è la madre di Dio, e la madre del nostro Signore Gesù Cristo. Lei è Colei che ci ha portato il Salvatore. La Santissima Vergine è povera semplice, umile. Ma è lei che sta al comando di questo esercito.

    Dall’tra parte, c’è il dragone che fu ben descritto in apocalisse 12: la primitiva serpente, il demonio, satana. Colui che vuole corrompere tutto. Che vuole far diventare tutto senza la Grazia.

    Non è per niente che oggi si solleva con forza totalmente nuova, la devozione alla Madonna! Devozione che persino è diventato questione di guerra. Dio vuole allineare, dietro a lei, tutti i suoi figli: coloro che hanno bisogno di vincere la battaglia contro il drago ed il suo esercito. Per te essere vincitore in questa lotta che stai combattendo sia nella spiritualità, sia nella sessualità o nell’affettività ed in tutte le aree della tua vita-, tu hai bisogno della Vergine madre. Lei è la vincitrice che va davanti a te! Nessuno di noi da soli riuscirà a vincere!

    Abbi la certezza che tu esperimenterai la vittoria, fin quando il maligno sarà precipitato nuovamente nell’abisso. Finalmente il cuore immacolato di Maria trionferà. Si! Abbi la certezza della sua vittoria! E’ la tua vittoria! Parla cosi: “io sono vittorioso con Maria! La vittoria della madre santissima madre di Dio è la mia vittoria! Io vedrò la vittoria di Dio Amen”

    Il tuo fratello,

    Mons. Jonas abib

     

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